In mostra le fotografie di Francesco Corbetta

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Il Ristorante Caffè Teatro, in piazza Verdi, di fianco al Sociale, da tempo offre i sui spazi all’arte e all’immagine. Martedì 17 gennaio si inaugura una nuova mostra, dal titolo semplice ed esemplificativo: Francesco Corbetta – Fotografie. In esposizione una raccolta di opere fotografiche realizzate in un decennio, tra il 2006 e il 2016. Tra i soggetti spiccano il Duomo e il Tempio Voltiano, ma altri scatti sono dedicati alla Como on air e alle architetture della città e non solo.

«La fotografia ha sempre risposto alla Città tenendo conto della complessità visiva di quest’ultima, sia come immagine sia come esperienza – spiega Francesco Corbetta – Camminando in città si instaura un particolare rapporto con la strada e la gente che la percorre. Fotografarla per me è un’operazione di scrittura che volge in una presa di coscienza sulla comunicazione. Le architetture, le vie e le piazze diventano solo un pretesto per indagare l’uomo. Il mio lavoro si spinge fino alla rappresentazione della figura come forma nello spazio, come ricerca cromatica. In fotografia è significativo lo stretto legame con la raffigurazione pittorica, dalla quale ho preso grande spunto; influenzato da cubisti e futuristi. Le fotografie eseguite con esposizioni multiple risultano dinamiche nel contenuto e nella forma. Le costruzioni diventano leggeri castelli in aria, luoghi sacri dove gli individui si incontrano e si rincorrono seguendo la frenesia della vita contemporanea, immersi nella loro personale e intima solitudine. Gli uomini sono delicate silhouette in cui è impossibile riconoscere l’identità. Le tonalità fredde trasformano il luogo in un tempio, proiettato in una dimensione metafisica. L’immagine coinvolge l’osservatore nello sforzo interpretativo, sospeso tra il riconoscimento della realtà che lo circonda quotidianamente e il cambiamento della percezione realizzato dall’intervento artistico». Le riprese, sottolinea sempre il fotografo, sono eseguite con pellicola negativa, il quadro fotografico è identico al negativo originale, l’unico intervento in post-produzione è l’inversione cromatica.

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