Il sentiero poetico di Arminio

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Abbiamo bisogno di contadini,
di poeti, gente che sa fare il pane,
che ama gli alberi e riconosce il vento.
Più che l’anno della crescita,
ci vorrebbe l’anno dell’attenzione.
Attenzione a chi cade, al sole che nasce
e che muore, ai ragazzi che crescono,
attenzione anche a un semplice lampione,
a un muro scrostato.
Oggi essere rivoluzionari significa togliere
più che aggiungere, rallentare più che accelerare,
significa dare valore al silenzio, alla luce,
alla fragilità, alla dolcezza.

(Franco Arminio)

Tutte le componenti di questa poesia di Franco Arminio, poeta paesologo che con il suo libro Cedi la strada agli alberi è diventato un caso letterario (12mila copie vendute in tre mesi e una tournée seguitissima in tutta Italia), sono state messe in gioco durante la passeggiata creativa con l’autore nei parchi di Villa del Grumello e di Villa Sucota che si è tenuta domenica pomeriggio nell’ambito di ParoLario, in collaborazione con l’associazione Sentiero dei sogni, tenuta a battesimo proprio in questa occasione. Il percorso è stato condotto da Pietro Berra, presidente del neonato sodalizio, toccando punti in cui il paesaggio risuonava con la poesia di Arminio.

A partire dalla darsena, dove il poeta è approdato a sorpresa via lago, grazie a una barca messa a disposizione dalla Canottieri Lario, per fargli rivivere l’approccio, via acqua per l’appunto, che per secoli gli abitanti hanno avuto con le sponde lariane. Durante la passeggiata Arminio è riuscito a costituire una “comunità provvisoria” legata dalla condivisione della poesia, coinvolgendo nelle letture altri poeti presenti, un bambino e persone di lingua spagnolo e portoghese che hanno improvvisato traduzioni dei suoi testi.

La terra, l’amore, la maternità e la paternità – temi forti nelle sue poesie – hanno scandito il percorso. Gran finale sotto il grande albero di canfora davanti alla Serra del Grumello dove il pubblico si è salutato con un rito collettivo, fatto di poesie e canzoni. Sotto la direzione dello stesso Arminio, tutti hanno cantato in coro Azzurro, O mia bella Madunina e Bella ciao.

Un pubblico, va sottolineato, ancora una volta molto numeroso (circa 150 persone), che ha apprezzato le poesie spezzate e condivise come il pane e anche la musica di Andrea Pizzamiglio, che ha accompagnato la passeggiata con il suo organetto.

(Foto di Mirna Ortiz Lopez)

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