Il sabato di Parolario con Clerici, Mancuso e… Tenco

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A Parolario ce n’è davvero per tutti i gusti. E la terza giornata della kermesse lariana di letteratura è stata un successo di temi, incontri, personaggi in un mix ben shakerato che ha appassionato proprio tutti. Gianni Clerici, sul palco di Villa Olmo, ha affascinato il numeroso pubblico con il suo racconto laghée Diario di un parroco del lago, in una conversazione in dialetto con la sua “spalla” Basilio Luoni: «Non riuscivo a scrivere un libro sul lago, poi sono stato a Bolvedro di Tremezzo, ho cominciato ad andare tutte le sere al crotto, a mangià, cantàa e giugà ai bocc, ho conosciuto tante persone e lì ho deciso di scrivere un libro sui contrabbandieri», ha raccontato Clerici facendo divertire il pubblico in sala. Dal lago al Vaticano, con le “storie di chiesa” di Lucetta Scaraffia, studiosa, storica, giornalista che ha presentato ieri il suo Dall’ultimo banco. La Chiesa, le donne, il Sinodo e che ha portato in città la sua piccola – ma importante – “rivoluzione”: mettiamo al centro il ruolo delle donne nella Chiesa e concentriamoci sull’importanza che Gesù ha sempre dato alle figure femminili, come raccontano i Vangeli. Un mondo, quello cattolico, «dove – racconta Scaraffia – l’80% dei religiosi sono donne e dove proprio le donne rappresentano appieno il ruolo del cristiano che significa, in ultima analisi, dedizione agli altri, ruolo che le donne/mamme interpretano in maniera perfetta». Una Chiesa cattolica che si interroga anche sul matrimonio nel mondo attuale e sul sacerdozio femminile e che Parolario ha raccontato in modo vivido e senza paura di essere irriverente.

Gianni Clerici e Basilio Luoni

Dalla Chiesa alla botanica senza soluzione di continuità. A portare, ieri, il suo pensiero sul palco di Villa Olmo, anche qui una piccola “rivoluzione” – e lo dice il titolo stesso – è stato Stefano Mancuso con il suo Plant revolution. Un incontro che ha affascinato, sulla spinta darwiniana che ha teorizzato il “movimento delle piante”, con storie vicine e lontane. Storie di piante che trasmettano segnali elettrici e comunicano tra loro, piante che sanno quando c’è un pericolo e che si difendono. Un fascino che unisce mondi diversi. Come la scienza e la filosofia, protagoniste dell’incontro con Paolo Zellini La matematica degli dei, gli algoritmi degli uomini, organizzato in collaborazione con Fondazione Alessandro Volta e introdotto da Giulio Casati. Problemi matematici e divinità, tema su cui Zellini ha riflettuto partendo dai riti sacrificali la cui «struttura – racconta – è complicatissima, dove non ci possono essere errori e dove la matematica gioca un ruolo importante».

Stefano Mancuso e Vanessa Vaio

Una terza giornata che ha visto, in mattinata, l’incontro a Villa Bernasconi di Cernobbio con Antonella Crippa e Ilaria Marzia Orsini con la presentazione del loro Mai per caso. Il poliziesco ragionato di P.D. James, una figura emblematica «che va oltre Agatha Christie – racconta Crippa – e la struttura del giallo». Giornata, ieri, anche di laboratori, con la scrittura creativa di Andrea Di Gregorio – in dialogo poi con Giovanni Ferrari su I gialli di ComocuoreArm knitting e gli incontri per bambini E tu chi sei? L’Okapi a Villa Olmo e Questo non è un cappello a Villa Bernasconi, dove si è tenuto anche l’incontro Malaparte. Morte come me con Rita Monaldi e Francesco Sorti. Serata scoppiettante, per chiudere in bellezza, con la poesia di Guido Catalano a Brunate e l’incontro di musica e parole dedicato a Luigi Tenco, con il giornalista Aldo Colonna, Sulutumana Trio, Marco Belcastro e Vittorio Liberti.

(Foto di Carlo Pozzoni)

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