Il futuro è donna. Parola di Aldo Cazzullo

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Il futuro? È da declinare al femminile. Aldo Cazzullo, editorialista del Corriere della Sera e scrittore, ne è così sicuro da aver intitolato il suo più recente libro, edito da Mondadori, Le donne erediteranno la terra. Per parlare di “sorpasso delle donne” e di “generazione Hermione”, il noto giornalista sarà ospite mercoledì 22 marzo alle 18.30, al Palace Hotel di Como. L’incontro pubblico, a ingresso libero, è il primo degli eventi che apriranno la strada al Premio internazionale di letteratura Città di Como. Durante l’appuntamento comasco, l’autore spiegherà ai presenti perché saranno le donne e soprattutto le nate negli anni 2000, ad assumersi la responsabilità di un’epoca “grandiosa e terribile”. Non a caso, Cazzullo ha dedicato il libro a sua figlia Rossana. Un atto d’amore e un augurio di speranza.

Aldo Cazzullo

Cazzullo, lei si assume una bella responsabilità. Da una parte potrebbe inimicarsi gli uomini e dall’altra illudere le donne o suscitarne lo scetticismo…
Sembrerà strano, ma gli uomini mi danno ragione. Qualcuno con toni positivi, altri con toni rassegnati, tutti riconoscono che le donne sono pronte al sorpasso. Tra le signore, le reazioni sono più varie.
Ad esempio?
Ho percepito forte commozione da parte di molte lettrici che mi ringraziano per l’omaggio all’eterno femminino, per il racconto dei tanti sacrifici delle donne nella storia. Non manca, però, lo scetticismo, in relazione alle ingiustizie che le donne subiscono, alle tante violenze e ai soprusi.
Quindi? Come la mettiamo?
Lo scetticismo è giustificato. Basti pensare agli inaccettabili dati sul femminicidio e alle ingiustizie in campo lavorativo e retributivo. L’Italia è ancora maschilista e questo è un problema, per tutti. Non possiamo negare, però, i tanti passi avanti che, anche in Italia, sono stati compiuti. Ancora nel 1975, picchiare la moglie non era reato. Vigeva la “potestà maritale” e la Cassazione stabilì che poteva essere esercitata anche con “mezzi coercitivi”: le botte. Esisteva il “delitto d’onore”. Oggi, certo, il problema della violenza non è risolto, ma la coscienza collettiva è cambiata.

Le scarpe rosse dell’artista messicana Elina Chauvet, divenute il simbolo della lotta alla violenza sulle donne

Il percorso evolutivo dunque è in atto…
Oggi le donne sono magistrati, medici, avvocati, scienziati. Le statistiche dimostrano che le donne, preparate e determinate, sono in ascesa, per numeri e risultati.
Ma esiste sempre quel “soffitto di vetro” che impedisce di arrivare al potere vero. Hillary Clinton docet…
Hillary ha perso le elezioni, certo. Ha però ottenuto tre milioni di voti popolari più del suo avversario e questo dice molto. La sua candidatura ha gettato un seme. L’America è pronta per una donna alla Casa Bianca. Del resto, in Europa abbiamo Merkel, che sarà pure antipatica, ma avercene anche in Italia! E nella fase di Brexit, gli inglesi hanno scelto Theresa May…
In Italia?
La sindaca di Roma (qualunque sia il giudizio su di lei) è Virginia Raggi. Non trascurerei neppure il nome di Chiara Appendino, che va tenuta d’occhio anche in previsione delle prossime elezioni politiche…
La sfida finale però se la giocheranno le ragazze della generazione Hermione. Perché l’ha definita così?
Mi riferisco al personaggio femminile di Harry Potter, la saga di Joanne Rowling (una donna, per inciso). Trovo che sia più forte del personaggio di Harry. Non a caso, anche l’attrice che l’ha interpretata, Emma Watson, è l’unica “sopravvissuta” tra i giovani attori. È il simbolo di una generazione per cui non suonerà strano vedere al Quirinale una donna. Le adolescenti di oggi potranno realizzarsi con il vantaggio di restare se stesse, con le proprie differenze rispetto agli uomini.

Emma Watson nei panni di Hermione Granger nella saga di Harry Potter

Queste ragazze sembrano lontane dalle logiche del femminismo. Lei, del resto, non ne parla nel libro. Non pensa che dimenticare le lotte del passato sia rischioso?
Ho rispetto per le femministe, ma penso che il movimento appartenga a una fase storica ormai chiusa. Non perché non ci siano più mete da raggiungere. Siamo però in un’altra fase, in cui la conquista al femminile non procurerà stupore.
In Italia, però, sono ancora necessarie le “quote rosa”…
Sì e ritengo siano utili. Ce n’è ancora bisogno. Partendo però dal presupposto che una società di mercato debba essere meritocratica, penso che le donne riusciranno ad avere successo e anche a vivere meglio e con più equilibrio, il tema della maternità.
Nel libro, lei dedica un ampio capitolo alla “donna masochista”, che accetta le violenze, che considera le altre come rivali…
Un po’ di solidarietà femminile in più non guasterebbe. L’uomo ha sempre sfruttato le “debolezze” femminili, mettendo le donne una contro l’altra. È necessario che prendiate consapevolezza e mettiate le vostre caratteristiche positive al servizio del mondo.


Quali le “virtù” femminili?
Le riassumerei con la parola “cura”. E questo non per fermare le donne al ruolo di crocerossine o maestre. La cura va al servizio del nostro pianeta malandato, delle nuove sfide nell’era della robotizzazione, nei rapporti tra le persone e gli Stati…
Pensiero cattivello. Sembra che, dopo aver portato il globo al disastro, gli uomini vogliano passare lo scottante testimone ad altri…
Ma no (ride). Credo che le donne “salveranno la terra” ma spero lo facciano insieme a noi. Mi piace ricordare il commento di Franca Valeri. La grande attrice ha detto: «È vero, le donne erediteranno la terra». Poi ha sorriso: «Spero che ne lasceranno una piccola parte anche a voi uomini. Non siete poi così male».
Per concludere, cosa pensa sua figlia di essere la destinataria della dedica?
Ne è molto orgogliosa e fiera. E non perché mi approvi a prescindere.

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