I sogni di Parigi per Miniartextil

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Quale città al mondo è, per antonomasia, più sogno di un sogno? Anche per il 2017, si è rinnovata la prolifica collaborazione che dura ormai da tredici anni fra il Comune di Montrouge, alle porte di Parigi e Arte&Arte.

Montrouge è solo un breve proseguimento del XIV Arrondissement della capitale francese, il cui cuore pulsante, in metro, si raggiunge in poco meno di dieci minuti. Ogni anno è straordinariamente soddisfacente inaugurare la tappa francese di Miniartextil per l’accoglienza che ci viene riservata.

Moltissime persone accorrono al Vernissage a Le Beffroi, il nuovo centro espositivo municipale, osservano le opere, leggono con attenzione il catalogo della mostra, si incuriosiscono davanti alle grandi installazioni, cercano di catturare informazioni su come ogni anno l’evento espositivo venga costruito, passo dopo passo. La predisposizione tutta parigina alla multiculturalità è evidente; ma non stiamo parlando solo della multiculturalità quale fenomeno sociologico. Poi un nuovo vernissage attraverso il particolare percorso fuori le mura della Città Universitaria di Parigi: nove maison di altrettanti paesi differenti, ospiteranno una delle opere proposte da Arte&Arte, per arricchire ancora di più l’offerta culturale.

Parliamo di questa nuovo successo con Paola Re, responsabile del coordinamento organizzativo di Arte&Arte.

Come è nata la collaborazione con Montrouge?

Joseph Grau Garriga, il grande artista tessile, aveva suggerito a Jean – Loup Metton, allora sindaco di Montrouge, la nostra città quale partner del Salone della Giovane Creazione. Metton venne in visita a Como a Miniartextil e ne rimase rapito. Ora festeggiamo tredici anni di sinergia.

Etienne Langereau e Jean – Loup Metton, il sindaco e l’ex primo cittadino di Montrouge all’inaugurazione

E con la Cité Internationale Universitaire de Paris?

Il percorso espositivo fuori le mura rappresenta un desiderio di ampliamento del comune di Montrouge per il percorso off della mostra. Una cosa davvero molto interessante.

Il rapporto fra Como e Montrouge ha, però, origini lontane…

Sì, fin dagli anni Sessanta quando anche il Teatro Sociale collaborava con la cittadina parigina. Diciamo che la collaborazione non è mai venuta meno. Ad esempio anche quest’anno saremo ben felici di accogliere gli artisti protagonisti della Biennale della giovane creazione europea che, dalla Francia, saranno a Como proprio in marzo. Non solo Miniartextil, dunque.

Poco tempo fa, con Mimmo Totaro – vicepresidente di Arte&Arte – siete stati invitati a tenere una lezione addirittura alla prestigiosa Sorbona.

È un segno che la collaborazione non si ferma solo all’esposizione, ma coinvolge ambiti davvero diversi!

Cosa si aspetta per il futuro?

Il mio augurio è che possa sempre più rinforzarsi questo legame arrivando a coinvolgere altre discipline artistiche: penso, ad esempio, anche al Teatro. Sarebbe bello, oltre all’arte contemporanea, portare anche altre forme artistiche che possano cementare sempre di più questo lungo amore italo -francese.

Intanto lasciamo la parola ai sogni di Parigi: la mostra a Le Beffroi e il percorso alla Cité Internationale Universitaire de Paris sono aperti gratuitamente al pubblico tutti i giorni dalle 12 alle 19 sino al prossimo 19 marzo. Poi, Miniartextil si sposterà a Caudry, a nord della Francia.

Perchè sognare non costa mai fatica…

 

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