Giovani al centro, uno sguardo alle sostanze stupefacenti

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Giovani al centro è il titolo del ciclo di incontri promosso dal Comune di Como in collaborazione con la cooperativa Lotta contro l’emarginazione. Il focus è sui giovani ma gli interlocutori non sono solo loro, dato che il mondo adulto ha evidentemente un ruolo centrale in ambito educativo. I tre appuntamenti prevedono la presenza di esperti di vari ambiti che propongono una riflessione e forniscono spunti sui (nuovi) rischi che i nostri giovani corrono e sulle modalità di intervento, prevenzione, rapporto.

Dalle 20.30 alle 22.30 per tre serate, nell’aula magna della Parini, dunque, è possibile discutere di temi oggi centrali: il 16 novembre è stata la volta di Cyberbullismo e cyberstupidity. In quella occasione Michele Marangi, media – peer educator dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha parlato di nuove tecnologie e social network e delle nuove possibilità e i nuovi rischi che la rete crea; per farlo, ha usato anche il recente video di Moby, che tanto è stato condiviso e discusso… proprio in rete:

Il 30 novembre si è discusso di Gioco d’azzardo e giovani con lo psicoterapeuta e criminologo Mauro Croce. L’ultimo incontro di questo ciclo, mercoledì 14 dicembre, sarà incentrato su Sostanze stupefacenti e consumo, con il presidente della cooperativa Lotta contro l’emarginazione, Riccardo Facci. Abbiamo intervistato per Bibazz Elisa Roncoroni, referente della cooperativa per l’area provinciale di Como .

La vostra cooperativa svolge da anni attività rivolta a persone con disabilità e con disagio mentale, adolescenti e giovani, adulti in difficoltà, tossicodipendenti, alcoldipendenti, stranieri e vittime della Tratta: nata nel 1980 a Sesto San Giovanni, ha oggi numerose sedi in città vicine, compresa Como. Come sono cambiati negli anni gli interlocutori e i soggetti a cui vi rivolgete?

Il nostro nome porta chiaramente in sé una ferma intenzione: contrastare, attraverso la nostra presenza sui territori, l’insediarsi o il cristallizzarsi di forme di emarginazione per singoli individui o gruppi di persone. Siamo fortemente convinti che l’emarginazione sociale crei sacche di assenza di diritti, conflitti e povertà. I fenomeni di cui ci occupiamo sono complessi e mutevoli nel tempo. Cambiano i rapporti con le istituzioni, i quadri normativi entro cui ci muoviamo. I bisogni di cui le persone sono portatrici spesso sono lo specchio degli andamenti delle economie, delle migrazioni, dei flussi culturali. Mutamenti complessi da descrivere. Aumento della frammentazione sociale, percezione di orizzonti oscurati, scarsa fiducia nel futuro. La grande sfida dalla quale non possiamo esimerci è la ricerca di rotte, di strade, di nuovi modi per fare impresa sociale e per ipotizzare risposte.

I progetti che attivate prevedono spazi di ascolto, interventi nelle scuole, incontri di divulgazione, formazione e informazione su problematiche in continuo mutamento: come sono cambiati gli ambiti in cui operate? Quali sono stati, in generale, i risultati ottenuti?

Cooperativa Lotta interviene affrontando tematiche complesse: le politiche giovanili, le sostanze stupefacenti, la tratta degli esseri umani, l’immigrazione, la salute mentale. Lavoriamo rispondendo a bandi pubblici e utilizzando finanziamenti pubblici e ci piace pensarci come ricercatori dei fenomeni. Non ci muoviamo attraverso dogmi, ma attraverso l’attenta analisi dei bisogni incontrati, dei processi, dei risultati.. di ciò che non avevamo previsto e che invece è avvenuto. Riteniamo doverosa l’interazione con le istituzioni e con i partners, il rilancio, l’approccio scientifico, il dibattito anche politico; soprattutto in questi anni in cui le risorse si sono assottigliate, il conflitto sociale è aumentato e le domande complesse del tempo attuale necessitano non tanto prescrizioni ma orientamenti, chiavi di lettura e punti di riferimento per poter leggere la complessità e non soccombere a essa. Per rispondere alla domanda, quali cambiamenti? Aumento della complessità e poca disponibilità di chiavi di lettura, di codici interpretativi di una realtà che si esplicita su piani disarmonici e multiformi…ma non per questo privi di risorse e potenzialità.

La collaborazione tra enti, scuola, amministrazioni e famiglie è fondamentale: riuscite a creare delle reti di lavoro e collaborazione che siano fruttuose per la riuscita dei vostri progetti?

La creazione di una rete di senso, che condivida orizzonti, linguaggi, prospettive è fondamentale e spesso iniziamo a tesserla molto prima che esistano progetti in cui esprimerla attraverso azioni finanziate. Parte fondamentale della nostra mission è favorire la crescita e l’empowerment socioculturale di persone, gruppi, territori. “Fare con”, in tutte le situazioni in cui è possibile, significa concretamente allearsi con le risorse disponibili, valorizzare le competenze e le identità per il maggior benessere possibile di tutti.

È chiaro che questa è una sfida, un processo. Ma è anche un modo di lavorare che riteniamo efficace e che garantisca il rispetto delle identità e dei diritti.

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