Giacomo Poretti e Michele Brambilla aprono le Primavere

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Michele Brambilla

A Como diverse periferie si incrociano, siamo la soglia dove si infrange la marea dei migranti diretti in nord Europa, siamo la periferia della Svizzera del lavoro, lo siamo del mito vip di Como Lake. La nostra città si presta ad ospitare tante periferie esistenziali. Di vite marginali si occuperà Giacomo Poretti nell’incontro Nelle periferie del senso di mercoledì 29 marzo, alle 20.45, al Teatro Sociale, prima delle serate delle Primavere de La Provincia. Con lui il giornalista Michele Brambilla, amico di lungo corso e curatore del libro Tre uomini e una vita. La nostra (vera) storia raccontata per la prima volta edito da Mondadori. Si racconta l’avventura dei trio comico con Aldo Baglio e Giovanni Storti, tutta in salita. Poretti, dopo un’esperienza come infermiere caposala all’ospedale di Legnano, inizia la sua gavetta nel mondo dello spettacolo. Nel 1991 incontra Aldo e Giovanni con i quali forma il celebre trio. «Insieme sono una specie di trinità – dice di loro Brambilla – tre persone in una e viceversa, poi crescendo ognuno ha sviluppato degli interessi personali. Giacomo ha la scrittura, l’attenzione alla fede, Aldo dipinge e Giovanni fa il maratoneta e l’agricoltore, ciascuno ha sviluppato delle passioni diverse come è giusto che sia, ma rimangono un trio molto unito e affiatato».

Giovanni, Aldo e Giacomo negli anni Novanta

Aldo, Giovanni e Giacomo sono stati protagonisti di programmi TV, tra i tanti Mai dire gol e Mai dire domenica in onda negli anni Novanta su Italia1, di spettacoli teatrali: I corti, Tel chi el telun, Anplagghed, Ammutta muddica fino al The best of Aldo, Giovanni e Giacomo con il quale festeggiano i 25 anni di carriera nel 2016 e di ben dieci film, dall’esordio con Tre uomini e una gamba fino al recente Fuga da Reuma Park. Dal 2012 Giacomo si dedica più assiduamente alla passione per la scrittura. È autore di due best seller editi da Mondadori: Alto come un vaso di gerani (2012) e Al paradiso è meglio credere (2015). È stato editorialista de La Stampa dal 2012 al 2016 e scrive per Avvenire. Nelle ultime settimane si è inventato autore delle video lettere dove spiega i milanesi a papa Francesco, affettuose, autentiche, irresistibili le traduzioni a orecchio milanese – spagnolo.

Giocomo è nato a Villa Cortese frazione di Busto Garolfo, ora abita a Milano, la città che è stata per tutta una generazione di comici, con il Derby e con Zelig, una fucina straordinaria. Da attore qual è, mercoledì, seguendo una traccia, improvviserà dando il meglio di sé.

Festeggiando 25 anni di carriera

Molti spettacoli teatrali vengono modificati di sera in sera a seconda della battuta che gli viene in mente in quel momento. Accadrà anche alle Primavere, ma qual è il nesso tra Giacomo Poretti che conosciamo e il tema Periferie?

La biografia del trio curata da Michele Brambilla

È necessario un distinguo: un conto è la comicità e il lavoro insieme con i miei soci ben noto, un altro quello che mi capita di fare da solo, come nell’incontro al Sociale, sollecitato da questo tema gigantesco, che non è da prendere alla lettera, non si intendono propriamente le periferie architettoniche. Il tema che mi è caro è le periferie del senso: mi interessa perché all’interno della nostra società si cerca spesso di stare bene, per non dire la felicità, attraverso il benessere economico. In realtà a me interessa indagare e frequentare quelle periferie di solitudine, di difficoltà dove magari il senso delle cose lo si cerca altrove, si è costretti a cercarlo nelle periferie della vita “normale”. Si apre uno scenario molto ampio: cercare altrove è positivo o è un evitare il problema? Una certa visione del mondo ci è data tutti i giorni dalla tv, dai giornali, da internet ed è abbastanza rassicurante. Ci dice che per essere contento devi fare carriera, devi stare bene, pensare al benessere economico e tanto basta. In realtà credo che le domande che gli esseri umani si pongono siano altre, le persone cercano molto di più, per questo ho usato la metafora della periferia del senso per indicare che bisogna cercare le verità un po’ più lontane e forse questo star lontano vuol dire paradossalmente entrare di più dentro noi stessi per cercare di comprendere quale sia l’essenziale. Ecco, adesso però basta perché passar per un filosofo, no.

Resta la domanda di cosa parlerete tra voi, con Michele Brambilla, mercoledì sera?

L’argomento lo conosciamo, ma accadrà un po’ lì per lì. Il tema però è questo: il senso della vita o, al contrario, il significato delle piccole cose. So che Michele è molto interessato, come lo sono io, ai ragazzi, ai giovani, al lavoro della scuola, dello sport. Per cui partendo magari da piccoli episodi, dal rapporto in famiglia con figli adolescenti, dalla fatica, dalle prime sconfitte… gli argomenti sono tanti, arriveremo alle domande più grandi. Un viaggio. Speriamo di non deragliare.

Tutte le serate delle Primavere de La Provincia sono gratuite, aperte a tutti, con una priorità di ingresso a chi effettua la prenotazione on line, un’operazione semplice e veloce. Si accede al sito, leprimavere.laprovincia.it, si scorrono le serate e si accede a quella prescelta. Nella pagina di presentazione di ogni incontro, sulla destra, si può indicare per quante persone si effettua la prenotazione prima di cliccare parteciperò e poi conferma presenza. Si tratta di compilare nella pagina successiva una sintetica scheda con i propri dati, la si invia e si riceve una email di conferma, è la prenotazione che permette l’ingresso prioritario a teatro. Tutti gli altri potranno entrare in sala solo dopo che saranno stati assegnati i posti alle persone prenotate e fino a esaurimento. Per le serate successive non sarà necessario ricompilare il form se si crea un account con una propria password. Sul sito delle Primavere, oltre ai testi di benvenuto e il programma completo degli incontri con le date e l’indicazione per ciascuna serata dei posti che via via rimarranno liberi, si possono consultare le biografie degli ospiti, dei protagonisti delle Primavere e a grandi linee percorrere tutte le declinazioni delle Periferie che verranno proposte. Il sistema di prenotazione al Teatro Sociale di Como prevede la priorità di ingresso per coloro che si presentano con la ricevuta della prenotazione mentre l’accesso al Teatro della Società di Lecco in piazza Giuseppe Garibaldi, 10 è regolato dalla priorità di arrivo a teatro. È tuttavia gradita la prenotazione sempre al sito leprimavere.laprovincia.it da intendersi come segnalazione di interesse alle serate previste a Lecco il 27 aprile e il 22 e il 24 maggio.

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