Ecco il popolo di wow

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Sono le 19 e la mia giornata di wow music festival al Tempio Voltiano prende il via con la presentazione del libro Per i ladri e le puttane sono Gesù bambino – vita e opere di Lucio Dalla scritto da Luca Beatrice. Mi aggiro fra i pochi presenti e chiedo a un gruppo di spigliatissime signore il motivo per cui Dalla è da considerarsi uno dei più grandi cantautori che l’Italia abbia avuto in dono. «È stato un innovatore, uno sperimentatore, un grande musicista», mi spiega un’ex insegnante torinese venuta a Como in occasione di Parolario. Parlando con i due musicisti che accompagnano l’evento, capisco come la ricchezza dei brani e l’equilibrio fra parole e spartiti musicali sia determinante nell’opera dell’artista bolognese. La presentazione del libro è interessante, il dibattito si dimostra fin da subito aperto e il confronto con l’ambiente della musica a noi contemporanea è sempre vivo.

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Dopo questo appuntamento mi dirigo all’area dedicata allo Street Food, azzanno un panino e mi guardo in giro. Vedo persone di ogni età e specie, dal rastaman all’orgoglioso padre di famiglia. Intorno alle 21 iniziano a suonare le mitiche I’m Not A Blonde e tento di afferrare qualche feedback dai ragazzi sotto al palco. Scopro che c’è chi sceglie wow per passare il compleanno. E come dargli torto! Ester mi racconta come non poteva farsi scappare l’occasione di festeggiare la serata con le amiche proprio in una delle nottate più energiche dell’anno. Christian e Alessandra si divertono un mondo durante la performance dei Go Dugong: «Ci fanno ballare!», esclamano con gioia. Ed ecco che mi imbatto in una vivace coppia innamorata: Giacomo e Fabio, giovani ragazzi Valdostani che hanno scelto le sponde del Lario come meta della loro vacanza. Potrei descriverli come due elementi tanto ambiguamente familiari quanto curiosi: non conoscono nessuno degli artisti della serata, ma apprezzano il clima avvolgente e trovano piacevole vedere anche dei bambini fra il pubblico.

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Incontro anche figure di una tale bellezza da far emozionare: Laura è impazzita per le I’m Not A Blonde, tanto impazzita da comprare tutti i loro cd. Il mio cupido interiore è commosso. Ho avuto anche la fortuna di parlare con Paolo Martella, leader dello storico gruppo Quartiere Latino: «Sono venuto per sentire Cosmo dal vivo. Credo sia una delle figure più interessanti nel panorama della musica italiana, non arriva da un Talent e sta avendo il successo che merita. L’acustica è ottima, la cornice è meravigliosa e credo che siano gli artisti in prima persona a essere entusiasti di suonare in un festival di tale livello. Area street food interessantissima».

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Conosco un gruppo di ragazzi di Milano. Giovani allegri, consigliano allo staff la distribuzione gratuita di spray repellente per insetti (solo chi è passato da wow durante il calar del sole può capire come possa essere un’idea terribilmente giusta). Riccardo e Silvia sono due anime perse di Cantù: da Cantù a Como per bere buonissime birre e ascoltare Iosonouncane, artista di cui sono follemente innamorati. E proprio la musica di Iosonouncane genera atmosfere profonde e mistiche che sembrano evocare la presenza del Kraken, anima di wow, fra le centinaia di spettatori. E all’una di notte trovo individui incredibilmente sul pezzo che si dilettano con un hula hoop. E allora capisco come wow vada oltre la musica. Come wow vada oltre la convivialità. Wow è un intruglio di energie tutto da scoprire.

(Foto di apertura di Andrea Butti. Le altre immagini sono di Alice Pini)

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