E la luce danza sul Teatro Sociale

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Apoteosi del Festival della Luce che ha incontrato il secondo atto di ‪Les chants magnétiques imbastito da Marker Events con il videomapping di Studio Antimateria e le performance di Cucina Sonora e Machweo. Una serata esplosiva in piazza Verdi, inaugurata dalla conferenza – spettacolo di Giovanni Bignami.Como Piazza verdi evento marker festival della luce video mapping

Como Piazza verdi evento marker festival della luce video mappingSulla facciata del Teatro Sociale, suggestive proiezioni hanno accompagnato una relazione puntuale, ricca di informazioni, ma anche deliziosamente informale, che ha vistro l’astrofisico partire proprio dal principio, da quando «tutto era contemporaneamente parte di tutto, nello stesso posto» prima di quell’istante. «Abbiamo tutti 14 miliardi di anni: qualcuno se li porta meglio, ma anche lei – dice Bignami indicando una signora in prima fila – ha dentro di se circa 7 litri di idrogeno che hanno 13,66 miliardi di anni». Da far girare la testa. «Lo diceva anche Italo Calvino nelle Cosmicomiche, che all’inizio eravamo tutti stretti stretti. Ma poi la materia si è espansa e sono nati lo spazio e il tempo». Un divulgatore dotato anche di un’innata simpatia, capace di spiegare concetti complessi e di difficile comprensione senza un’adeguata preparazione scientifica. In pochi minuti, mentre alle sue spalle scorrono galassie, costellazioni, stelle e pianeti, racconta di cosa siamo fatti, percorrendo una storia che ha affascinato filosofi e scrittori – cita anche Kant e Leopardi – e che non smetteremo mai di indagare.

Finita l’originale lezione, spazio alla musica e alla danza della luce: in piazza un pubblico che ringiovaniva al progressivo passare delle ore (la serata si è conclusa dopo l’una). Prima parte sonora affidata a Cucina Sonora, alias Pietro Spinelli, un pianista che modula su pattern elettronici creando tappeti sonori ipnotici e affascinanti.

Cucina Sonora

Ritmo martellante e implacabile nel set di Machweo, artista nel rooster di Flying Kids Records che ha un cuore anche comasco e che ha pubblicato Musica da festa. «È un omaggio a un periodo della musica da club che non ho mai vissuto. Sono nato in provincia e ho vissuto per tutta la mia vita nella provincia, prima al Sud, poi al Nord. Quando si è trattato di andare a vivere a Bologna, mi è venuto comodo stare subito fuori dal centro, che altrimenti lo shock culturale sarebbe stato eccessivo. Quindi, sono ancora in provincia. Tutto quello che mi è arrivato della club culture, almeno nel suo risvolto all’italiana, l’ho potuto vivere solo nei racconti di chi dalla provincia del mondo, con la fortuna di avere la possibilità di farlo e qualche anno in più di me, si spostava per andare a ballare. E sono quelli che oggi hanno quasi quarant’anni, fanno questa cosa da sempre, spesso hanno anche scritto libri sulla questione, sulla Milano del Plastic, l’evoluzione dei suoni di Roma, la grande Napoli di United Tribes, Torino con XPlosiva e The Plug e la parabola assurda del Cocoricò».

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E non è finita: venerdì 8 Luglio andrà in scena Les chants magnétiques Atto III, nell’Arena del Teatro Sociale, nell’ambito del Festival Como città della musica. E all’orizzonte si delinea la tre giorni di Wow Festival, il 23, 24 e 25 giugno al Tempio Voltiano.

Grazie ad Andrea Butti per le foto.

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