Dal Cile a Como: Oscar Hahn, l’unico poeta censurato da Pinochet

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È una poesia abitata da fantasmi e prefantasmi, figure in grado di affascinare anche gli appassionati di letteratura fantastica, quella di Oscar Hahn. Alimentata da amori e traumi, tra i quali spiccano due 11 settembre: quello del golpe del ’73, vissuto nella sua patria, il Cile, e quello del 2001, che colpì la terra del suo esilio, gli Usa. Esperienze profonde come i suoi versi, che sabato 23 settembre alle 20.45 presenterà a Palazzo Lambertenghi di Como (in Sala Recchi, accesso da via Lambertenghi 41), ospite delle associazioni La Casa della Poesia di Como e Sentiero dei Sogni. L’occasione è la recente traduzione italiana del suo Mal de amor, uscito in patria nel 1982. Libro famoso anche per essere stato l’unico di poesia censurato dal regime di Pinochet. Le ragioni non sono mai state chiarite. «La dittatura proibì tutti i libri che contenevano critiche aperte o velate al governo e i testi considerati “sconvenienti” per il tipo di società che voleva imporre – dice Hahn a BiBazz – L’unico libro di poesie censurato fu Mal de amor. Applicare questo drastico provvedimento a un libro di poesia amorosa è piuttosto insolito e inspiegabile. Ma così sono le dittature. Sono state fatte molte speculazioni, però fino ad oggi nessuno conosce la vera ragione».

Hahn sarà introdotto dai presidenti dei due sodalizi ospitanti, a loro volta poeti, Laura Garavaglia e Pietro Berra e dialogherà con il suo traduttore, Gianni Darconza. Vi proponiamo un assaggio delle sue poesie, nella traduzione, come detto, di Darconza, tratte dal libro Mal d’amore edito nel 2017 da Raffaelli di Rimini.


ALL’UNA LA MIA FORTUNA ALLE DUE IL TUO OROLOGIO

Rimasi tutta la notte fermo davanti alla tua porta
aspettando che uscissero i tuoi sogni
All’una uscì una galleria di specchi
alle due uscì un’alcova piena d’acqua
alle tre uscì un hotel in fiamme
alle quattro uscimmo tu ed io facendo l’amore
alle cinque uscì un uomo con una pistola
alle sei si udì uno sparo e ti svegliasti
Alle sette uscisti in fretta da casa tua
alle otto ci incontrammo all’Hotel Valdivia
alle nove ci moltiplicammo negli specchi
alle dieci ci sdraiammo su un letto d’acqua
alle undici facemmo l’amore fino allo sterminio
Adesso sono le dodici in punto
e stringo tra le mie braccia
il corpo di tutti i miei delitti


MISTERO GIOIOSO

Metto la punta della mia lingua golosa nel centro stesso
del mistero gioioso che occulti tra le gambe
abbronzate da un sole caldissimo il gran bastardo aiutami
a essere migliore amore mio pulisci le mie piaghe liberami
da tutte
le mie colpe e abbattimi ancora con puri peccati originali,
già fatto?


SPARTITO

La musica delle sfere
non produce la rotazione
dei pianeti nel cielo
bensì lo sfregamento
dei corpi sulla terra


NASCITA DEL FANTASMA

Sono entrato in bagno
avvolto nel lenzuolo di sopra
Ho disegnato il tuo nome sullo specchio
appannato dal vapore della doccia
Sono uscito dal bagno
e ho visto il nostro letto vuoto
Allora ha soffiato un vento terribile
e sono volate via le linee dalle mie mani
le mani dal mio corpo
e il mio corpo intero ancora tiepido di te
Adesso sono il lenzuolo ambulante
il fantasma appena nato
che ti cerca da una stanza all’altra

 

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