Connessioni controcorrente allo Spazio Gloria con i Modena City Ramblers

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Poco dopo il fiume di applausi e le forti emozioni lasciate da Sconfinati destini, Connessioni Controcorrente dà definitivamente inizio a un progetto incentrato sulla musica, il cinema e il teatro civile, firmato Arci Xanadù, Ecoinformazioni e TeatroGruppo popolare. All’insegna di una nuova idea di teatro e di spettacolo, lo spazio tra il pubblico e l’attore va sempre più a diminuire, il palco si fa platea, protagonista è lo Spett-Attore, che, oltre ad ascoltare, inizia a farsi ascoltare. Parola chiave di questo curioso e ambizioso progetto è la partecipazione, una partecipazione – partecipativa che non si risolve nella semplice presenza fisica, e fa di ognuno il potenziale protagonista. Connessioni Controcorrente parte in quarta con una due giorni abbastanza impegnativa, ricca di attività e importanti interventi, con un alternarsi ben strutturato di momenti di divertimento e di riflessione. L’inizio di questo percorso, il 25 aprile alle 21 allo Spazio Gloria, sarà inevitabilmente d’impatto: grazie alla produzione del docu-film Non si può vivere senza una giacchetta lilla sarà la storia di Lidia Menapace a risvegliare in noi la memoria del 72° anniversario della Liberazione. Tra le voci più importanti del femminismo italiano, ex staffetta dei partigiani, pacifista fin dalla prima ora, Lidia Menapace non ha abbassato la testa di fronte al Nazifascismo, e davanti a una scelta insidiosa e poco abbracciata ha preferito la coerenza al compromesso, la lotta alla passività, la Resistenza all’ambiguo vacillare tra il timido assecondare e la paura. L’eccezionale trasparenza e forza d’animo di questa donna sono arrivate fino al Trento Film Festival , dove il film autobiografico è stato presentato nel 2016, e arriveranno fino a noi, grazie anche all’intervento della regista Chiara Orempuller, e al collegamento con Lidia Menapace previsto durante lo svolgersi della serata.

Il teatro civile e multietnico si farà portavoce della giornata del 26 aprile. Forte sarà l’apertura a temi quali l’immigrazione e l’integrazione, indispensabile l’apporto del pubblico: nel rifiuto del lento abbandono del concetto di pluralità nella società odierna, cooperazione e collaborazione saranno i cardini attorno ai quali si articoleranno 15 ore di musica alternata a riflessione e spettacolo. Partendo dai più piccini, alle 9.30 andrà in scena lo spettacolo Pinocchio a colori, indirizzato al pubblico delle scuole primarie: attori e spettatori saranno coetanei, dove i primi sono alunni di diverse culture e origini in una classe della scuola elementare di Argegno. Lo spettacolo, strutturato per includere i piccoli spett-attori nella rappresentazione, sarà un ri-adattamento del capolavoro di Collodi, all’insegna della multi etnicità. Subito dopo, sulla falsariga di Sconfinati destini, un gruppo di giovani stranieri richiedenti asilo a Como sarà protagonista dello spettacolo Storie di vite in cammino, accompagnato dagli attori del TeatroGruppo popolare. Lo spettacolo è indirizzato ai ragazzi di scuole medie e superiori, centrale sarà il tema dell’immigrazione e della lontananza e nostalgia dalla terra d’origine: anche qui il confronto sarà tra due realtà tante opposte quanto vicine, simili ambizioni e sogni di attori e pubblico, diverso il percorso di vita affrontato.

Gian Battista Galli

La maratona riparte nel pomeriggio, alle 14.30, con Nel mio paese, spettacolo per tutti. In scena, con Gianpietro Liga e gli studenti del laboratorio teatrale, una delle miglior aspettative per un’Italia migliore, dove i percorsi di vita differenti si intrecciano fino a diventare salde amicizie, allontanate le paure e i pregiudizi scatenati dal primo impatto col “diverso”. Al termine delle rappresentazioni, alle 18, in programma un momento di riflessione per tutti, sotto forma di dibattito, incentrato nell’ambito dell’immigrazione e della sua reale influenza sul territorio nell’accoglienza, in campo scolastico e teatrale. La serata, e anche la due giorni intensa di Connessioni controcorrente, si chiude con uno spazio dedicato alla musica civile, dalle 21 alle 24, con la combinazione di musica e narrazione ad opera di Gian Battista Galli dei Sulutumana  con Alfredo Scogna e infine con l’azzeccata partecipazione dei Modena City Ramblers, pronti a sottolineare il loro impegno civile in campo musicale, consapevoli della forza intrinseca della musica e del suo necessario legame con il desiderio di libertà.
L’iniziativa è impegnativa quanto interessante, impregnata di attività particolari e tematiche attuali affrontate da differenti angolature e sotto diverse sfumature: il soggetto è la variegata realtà nella quale siamo immersi e noi siamo i co-protagonisti, perché non partecipare?

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