Como città poetica, anche per i giovani

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Il festival internazionale Europa in versi, organizzato da La Casa della Poesia di Como quest’anno si è aperto nuovamente al mondo studentesco, ottenendo una risposta straordinaria. Nella mattinata del 29 sono stati gli universitari, nell’Aula magna dell’Insubria, a confrontarsi con gli autori. E tocca ancora di più il cuore la risposta ricevuta dagli studenti di due licei cittadini, Volta e Ciceri, che hanno accolto l’iraniano Saeid Hooshangi, Milan Richter, Marcus Hediger, lo statunitense William Wolak, il neozelandese Michael Harlow, il candidato al Nobel Nuno Judice, Umberto Fiori e Vito Trombetta. Ecco le impressioni dei giovani.

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Di parole uno scudo forgiarono
capace di dar riparo in tempo di pace. […]
Una lingua capace d’affrontare
filastrocche di parole,
che audace trapassava
alla mia lingua
un sapore dell’erba
più verde
del mare
più marino.
(Potrai credere nei segni che vorrai,
Jüri Talvet
)

L’incontro organizzato nell’ambito della rassegna Europa in versi ci ha permesso di stringere un legame ideale ma profondo con alcuni poeti di cui avevamo letto in classe in versi e la biografia ma che nessuno di noi conosceva. Oltre alla curiosità di poterli finalmente incontrare, è stato emozionante poterli vedere da vicino, parlare con loro e confrontarci. Ci ha colpito molto il tono pacato e misurato con cui ciascuno di loro ha letto i propri componimenti e come, con molta umiltà, hanno accettato che venissero riscritti e reinterpretati da noi, studenti poco esperti e anche un po’ impacciati! Per alcune di queste poesie, abbiamo scelto di abbinare dei brani musicali o delle immagini evocative, ispirate dagli stessi versi: il regalo più emozionante, per noi, è stato poter leggere sui loro volti la gratitudine e la riconoscenza per aver osato tanto! Con questa occasione, al liceo Ciceri, pur tra tante provenienze e culture diverse, abbiamo capito che è possibile parlare un’unica lingua: quella dei sentimenti profondi e delle parole che illuminano. (II UD, Ciceri)

Le parole fanno luce sui nostri pensieri, e nelle poesie ne riscopriamo il gusto, assaporiamo le storie e le emozioni, le interiorizziamo e le riviviamo secondo la nostra personale esperienza, cogliendo sottilissimi particolari invisibili agli altri. La poesia, così come la musica e il disegno, è una forma d’arte. Nell’aula magna del liceo Teresa Ciceri la mattina del 30 aprile hanno trovato posto in un perfetto connubio queste tre forme d’arte, nell’ambito della manifestazione di Europa in versi 2016, che anche quest’anno ha visto protagonisti dell’evento, fianco a fianco di poeti internazionali e non, gli studenti del liceo Alessandro Volta e della Ciceri. Brani musicali, filmati, presentazioni, disegni, analisi, riscritture: i lavori ispirati alle poesie lette in lingua originale dai poeti stessi hanno dimostrato che i giovani sono capaci di cogliere il messaggio della poesia, di farlo proprio e di poterlo un giorno trasmettere alle generazioni future. Un’esperienza questa dove la poesia prende posto tra il silenzio dei brani eseguiti, i tratti dei disegni e altre, nuove parole, con suoni profondi di diverse lingue e diverse età, ciascuna con una storia da raccontare.
Laura Brancato (I C, Volta)

La poesia è un forte collante tra uomini e culture diverse: l’evento che si è tenuto nell’aula magna dell’istituto Teresa Ciceri ne è potente testimonianza. La scuola ci permette ancora una volta di crearci un bagaglio di ampio respiro, introducendovi poeti e storie con cui mai saremmo entrati in contatto altrimenti. È un’occasione importante, in un momento dove il diverso è visto come minaccia ed il muro rapida ed indolore soluzione. Quello che invece abbiamo avuto l’opportunità di esperire oggi è un incontro che non può produrre altro che ricchezza.
Francesco Mazzone (III C, Volta)

È stato un incontro davvero interessante. Lo ritengo come un’opportunità per creare un confronto tra diverse culture sia affini al mondo occidentale sia ad esso distanti.
Mattia Marinoni (I C, Volta)

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È stato interessante poter ascoltare le poesie lette dall’autore stesso, con le sue pause e le sue intonazioni, versi in lingua originale, spiegati solo successivamente dalla lettura di traduzioni da parte di noi studenti. Ci siamo trovati a poter apprezzare il puro e semplice suono di parole e lingue mai sentite fino a oggi, come il dolce iraniano, o il portoghese vivace. Ho scoperto il valore della musicalità delle parole e la forza delle sensazioni che questa suscita.
Valentina Lamarucciola (III C, Volta)

È stato bellissimo poter vedere come dei poeti si approcciano alla poesia e a dei ragazzi che se ne interessano, oltre al fatto che non solo loro hanno le nostre interpretazioni, ma anche noi le loro sulle loro opere, come vivono una loro creazione e su cosa mettono l’accento nella lettura. Un’altra nota positiva è stato un feedback reciproco su poesie e letture, brani e disegni. Purtroppo per questioni di tempo non è stato dedicato abbastanza tempo all’incontro diretto e al dialogo dei ragazzi con i poeti!
Paolo Severini (III D, Volta)

Nonostante la poesia tenda a entrarci dentro, eventi come questi permettono che siano giovani come noi a entrare un po’ in lei. Ogni contributo è stato coinvolgente e ognuno, chi con la voce, chi con la musica, ha avuto l’occasione e il coraggio di regalare un po’ di quello che a sua volta un autore gli aveva donato. Esperienze del genere ci ricordano quanto età e nazionalità siano confini tanto rimarcati quanto inesistenti e spingono noi ragazzi a ricordarci che, finché ci sarà qualcuno disposto ad ascoltarci, varrà sempre la pena esprimerci.
Martina Rizzarello (I C, Volta)

Ho trovato interessante l’associazione fra la musica e la poesia. Credo che siano due ramificazioni che partono dallo stesso nucleo, quello dell’immaginazione. E mi ha fatto piacere vedere come, nonostante uno scarto generazionale così ampio, per un istante, nell’attimo in cui leggeva un poeta o in cui un ragazzo suonava, si era tutti assorti… tutti felicemente impegnati nel fantasticare.
Alfredo d’Alise (I C, Volta)

Qualche ora di ristoro spirituale. Parole che cantano armoniose in più lingue, in una suadente spirale che avvince alla sedia. Il semplice quotidiano e i drammi più grevi (l’orrore dell’Olocausto) declinati con le parole giuste, quelle necessarie. Grande lezione, per i ragazzi in crescita, per le docenti innamorate dell’icasticità poetica, per chiunque sia passato e sia stato piacevolmente, inaspettatamente travolto dal vortice di cosi studiati suoni.
Ornella Marelli (docente, Volta)

Le poesie escono dai libri e si spargono nell’aria. Respirano con la voce di chi le ha scritte. Hanno gli occhi dei loro poeti, il ritmo delle loro pause, e si fanno ascoltare da persone in carne e ossa, ne percepiscono le reazioni, rispondono alle domande da loro sollecitate. Da anni il Volta collabora con la Casa della Poesia, e ogni anno è una sorpresa sempre nuova, perché ogni anno cambiano gli studenti e i poeti con cui essi si pongono in relazione. Ma, insieme, è il rinnovarsi di un’identica magia, nel verificare come le poesie stabiliscano una via privilegiata col cuore dei lettori, di qualunque età siano. Capire che i poeti non sono sacerdoti intoccabili, ma uomini che non temono di lasciarsi scoprire nella propria interiorità, è un messaggio importante da proporre alle giovani generazioni. E, a giudicare dalle loro reazioni, il messaggio è stato colto.
Laura Bianchi (docente, Volta)

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13120814_10209392948851039_1039185985_oLa sera di venerdì i poeti hanno fatto, letteralmente, volare le loro parole, grazie a lanterne cinesi lanciate dalla terrazza della Como Nuoto in viale Geno. Un’iniziativa del Grand tour poetico del comasco Pietro Berra, Flaminia Cruciani da Roma e Giampaolo Mastropasqua da Bari «per festeggiare la nuova sinergia con Europa in versi e sottolineare con un gesto semplice quel legame profondo e importante tra la bellezza delle parole e quella dei luoghi che ci circondano, in altre occasioni evocata con letture sui treni (da Napoli a Milano e attraverso la Sardegna), nei parchi (San Martino e Monza) e sotto la statua di Giordano Bruno a Roma. Nella città di Volta non potevamo che scegliere un simbolo luminoso. Peraltro, e questo non tutti lo ricordano, il nostro concittadino ha inventato anche gli accendini che abbiamo usato per accendere le lanterne cinesi».

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Nel pomeriggio di sabato, la manifestazione ha rimpito Villa del Grumello. Dopo la presentazione di Laura Garavaglia, direttrice del festival, sono intervenuti  Harlow, Wolak e Hooshangi. Numerosi i giovani che hanno seguito l’iniziativa che in questa edizione era collegata anche all’arte dell’Accademia Aldo Galli, a quella di Pierpaolo Peretta, Daniela Gatti e di Pietro Berra e Alcide Gallani con le loro Poesie in scatola. Al primo piano della villa la mostra di opere d’arte, mentre nella sala principale il reading è proseguito con Fiori, Richter, Heidiger e Buffoni, intervallato dalla musica del quartetto di flauto degli allievi del Conservatorio di Como.

Como Villa del Grumello l'Europa in Versi,

Parallelamente al reading, dalle 15 alle 16.30, il poeta e critico letterario Mario Santagostini, nello speciale spazio della Bottega di poesia, ha ascoltato chi, tra il pubblico, ha portato dei versi per avere il parere di un esperto. «I miei – dice Santagostini – sono consigli, regole non ce ne sono. Quello che ho detto a molti è di preferire il proprio linguaggio a quello dei libri».

Europa in versi è anche un premio a cui hanno partecipato 300 poeti. La giuria presieduta da Milo De Angelis e Mario Santagostini ha conferito il premio alla carrierea al portoghese Nuno Jùdice. Ancora poesia nella serata, con il Lario di Basilio Luoni e Vito Trombetta.

I giovani amano la poesia, la poesia e viva e la sua casa è a Como.

Foto di Laura Bianchi (scuole), Mirna Ortiz Lopez Berra (parole in volo) e Andrea Butti (Villa del Grumello).

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