Come allineammo La Lucernetta

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Un sacco di volti nuovi si son palesati sabato sera per il secondo step della seconda stagione di Allineamenti al Teatro Lucernetta. In questa fase del progetto, i fondatori Matteo Mendolicchio e Gastone Terragni stanno reclutando fra i partecipanti di vecchia data degli aiutanti – organizzatori: con lo step al buio ha fatto il suo debutto alla regia Francesco Toscani e questa volta a prendere le redini siamo state io e la mia eroica compagna Jasmine Monti.

Jasmine Monti e Francesco Toscani

Pensando a quante persone considerano La Lucernetta una seconda casa, abbiamo provato a ricreare un’atmosfera domestica spegnendo le luci principali e lasciando che a illuminare la sala fossero delle lampade sparse per il teatro.

Marco Catania

In apertura, alle tradizionali letture (sia da parte dei reader storici che di qualche nuova leva) si sono alternati i monologhi itineranti di alcuni attori dei gruppi del TeatroInCentro.

Miriam Cappa

A seguito un primo momento musicale con Francesco Saitta, che si è esibito con delle cover incantando il pubblico grazie alla magica accoppiata voce – chitarra acustica.

Francesco Saitta

Durante la prima e unica pausa di questa serata densissima, gli sfavillanti abiti di scena nascosti nei magazzini del teatro sono stati riportati alla luce e messi a disposizione di chiunque volesse sentirsi una principessa, un mago, un folletto, un pesciolino rosso.

Laura Cairoli

Da qui in poi due ore di rock&blues coi Summit (Matteo Bianchi chitarra e voce, Tommaso Pozzetti alla batteria, Tommaso Martini al basso e Andrea Miccio alla chitarra) e i Rock’n’Roll Butchers (Samuele Castoldi chitarra e voce, Matteo Brera al basso, Lorenzo Brera alla batteria) che con la loro energia hanno scaldato e fatto ballare i presenti prima della chiusura con l’elettronica di Aniel Rossi e Andrea Vaghi.

Summit

Ora, parlare di qualcosa che ho contribuito a creare mi dà la stessa sensazione dello stringermi la mano da sola o, che so, guardarmi allo specchio e dire «Vai così, tigre, stendili tutti», ma alla fin fine qui lo scopo è condividere, quindi condivido.

Stefano Maesani

E mi sento di condividere che è stato complicato, faticoso e bello. Difficile non averne una percezione distorta dopo l’impegno che ci abbiamo messo. Con sicurezza posso dire solo che è stata un’esperienza illuminante: dopo aver partecipato a tanti eventi e osservato sorridendo gli organizzatori che rimbalzavano da una parte all’altra come palline per tenere tutto sotto controllo, ritrovarsi nel flipper apre una diversa, inesplorata prospettiva.

Andrea Pizzotti

Non nascondo che ci sono stati momenti di nervosismo e sfinimento, ma assicuro che la stanchezza è largamente ricompensata dall’entusiasmo di chi ha partecipato portando la sua arte, la sua musica, le sue poesie, la sua voce o semplicemente se stesso.

Ilaria Cofrancesco

Un grazie a chi ha applaudito, a chi ha ballato, a chi ha riso, a chi ha esposto nell’open gallery, a chi ci ha ascoltato quando ci siamo messe in equilibrio sui piloni – pinguino di piazza Medaglie d’oro indossando tutine metallizzate e vi abbiamo ringraziato per essere lì.

Guardando Allineamenti con occhi diversi

Attivatevi, andate là fuori, fatevi sentire. Fa paura ma ne vale la pena.

(Foto di pacocult)

1 commento

24 aprile 2017 alle 17:17

Ci vuole coraggio, in una città come Como, a proporre temi “fuori dalle righe”…lasciate che siano altri a stare nei margini e voi provateci sempre!

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