Cantugheder, right now!!

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Il termine Vigilia (dal lat. vigilĭa(m) ‘veglia’, deriv. di vĭgil -ĭlis ‘vigile’) indica, citando Garzanti, il giorno o, più genericamente, il periodo di tempo che precede un evento. Il giorno è uno di quelli speciali, la festa della Repubblica, e anche l’evento non lo è da meno. Venerdì 3 giugno, nel parco di Villa Calvi, prende il via la seconda edizione di Cantugheder, la stagione estiva del Comune di Cantù. Qui, tra scatoloni, tavoli e bancali, in pieno fermento da preparativi, incontro Carlo Prandini, anima e cuore dell’Unaetrentacinquecirca, impegnato a dare gli ultimi ritocchi prima dell’inaugurazione.

Il Cantugheder dura tre mesi, dal 3 giugno al 10 settembre. Di chi è stata e da dove è partita, l’idea di questo festival?

Due anni fa, se non di più, ci siamo innamorati di questa location dopo aver visto un evento organizzato qui, e abbiamo chiesto al Comune di poter fare una sorta di Unaetrentacinquecirca open utilizzando questo spazio. Villa Calvi era, fino a qualche anno fa, la sede degli uffici comunali, ora invece accoglie mostre e il suo salone principale viene usato per celebrare i matrimoni. Inizialmente siamo partiti con l’idea di fare qualcosa di piccolo, come aprire un bar e ospitare qualche performance artistica, ma siccome la trafila burocratica è la stessa, abbiamo deciso di fare qualcosa di più grande e dalla durata maggiore. L’anno scorso eravamo un po’ più ingenui e impreparati, siamo partiti al volo e non avevamo esperienza, ma quest’anno abbiamo presentato, con un buon anticipo, un progetto al comune, in collaborazione con la Cooperativa Mondovisione e La Frequenza Booking / Eventi, che è piaciuto ed è stato approvato. Ora, tutta l’estate canturina prende il nome di Cantugheder, comprese le serate a ingresso gratuito che il comune ha organizzato in piazza Garibaldi.

Quest’anno c’è anche lo Street Food….

Ogni settimana, dal mercoledì alla domenica, avremo nel parco quattro Ape Car dello Street FUD Festival, quattro ristoranti su ruote che proporranno diverse specialità gastronomiche, alcune delle quali provengono da regioni come le Marche o l’Emilia Romagna. Il mercoledì sera non sono previsti live e vorremmo dedicarlo ai giovani, una sorta di Cantù Beach con buona musica e tanto divertimento, sfruttando anche l’area relax, una delle novità di quest’anno, mentre dal giovedì alla domenica il punto focale saranno i concerti.

995328_10208602974247756_3742663986536876641_nVenerdì sera è prevista l’inaugurazione. Cosa succederà?

La prima serata è dedicata ai Beatles, partiamo con un tributo ai Fab 4, un po’ in omaggio al nome del festival, che suona come il titolo di una loro canzone. Questo nome viene in realtà da un’idea di jam session che volevamo fare All’Unaetrentacinquecirca, cercavamo un nome evocativo che indicasse qualcosa che viene fatto insieme, e poi l’abbiamo proposto per gli eventi in Villa Calvi. Da subito è piaciuto a tutti, comune compreso, che l’ha adottato per indicare l’estate canturina. Tributo ai Beatles, dunque, da parte dei Les Beat, che quest’anno hanno suonato anche nel locale e che sono piaciuti molto; alla batteria c’è Omar Stellacci, della Mama Bluegrass Band, alias Marco Castelli, impegnato anche nel suo progetto swing. Una serata divertente, con apertura alle 19 per la cena, mentre il live inizierà verso le 21.30, e si concluderà intorno a mezzanotte. Il bar e le Api resteranno in funzione fino all’una e mezza circa, per far durare i festeggiamenti il più possibile. L’ingresso è gratuito.

Il weekend invece cosa prevede?

Sabato sera c’è il Jammin reggae party, con il live degli Shame & Skandal, danze afro e dj set a tema, mentre domenica è dedicata all’indie – rock nostrano, sempre sperando che il tempo sia clemente e ci voglia un po’ di bene. Quest’anno avere il palco coperto un po’ ci aiuta, ma noi confidiamo in un’estate splendida e senza nuvole. L’anno scorso, colti dalla pioggia, abbiamo improvvisato un paio di concerti jazz all’interno della villa, ma non è come godersi un concerto all’aperto. L’impegno profuso è stato tanto, abbiamo cercato di creare qualcosa di bello e speriamo che possa piacere a più gente possibile. Ci aspettiamo di vedere molte facce sorridenti varcare la soglia del parco.

Lascio Carlo alle prese con gli ultimi dettagli, e mentre mi allontano, noto che lancia occhiate furtive e preoccupate al cielo e allo smartphone, aperto sulle previsioni del tempo. Ma io sono fiduciosa, convinta che ciò che nasce sotto la buona stella del lavoro e della passione non può che trasformarsi in successo. Ci si vede venerdì, dunque. Cantugheder, right now, over me.

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