Artisti africani per Miniartextil

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L’Africa è in questo periodo decisamente al centro dell’attenzione, non soltanto per quanto attiene i flussi migratori. La politica e l’economia occidentali oggi in crisi ipotizzano un futuro condiviso con il continente nero e la speranza, naturalmente, è che l’arte con la sua forza premonitrice faciliti questo processo , come già accaduto in passato. La scorsa estate, a Parigi a La Villette, è stato organizzato un grande festival dedicato all’arte contemporanea del sud del mondo e a Londra, alla prestigiosa Sotheby’s, si è svolta la prima asta ufficiale di arte contemporanea africana. Se solo smettessimo per un attimo di pensare all’Africa come a un luogo dal destino miserevole pieno di povertà e di tutte le sciagure che le cronache riportano, ma iniziassimo a immaginarci una terra ricca e in evoluzione, piena di giovani energie, subito comprenderemmo la potenza di diffusione della stessa arte africana. Miniartextil omaggia questa tendenza oltre i confini geografici e politici ospitando ben tre importanti artisti dal continente nero.

El Anatsui: Seeds

El Anatsui è, fuor di dubbio, il più importante attualmente in attività: con i suoi arazzi scintillanti realizzati con materiali di recupero e fili di rame, è stato protagonista de La Biennale di Venezia nel 2007, premiato con il Leone d’Oro alla Carriera, sempre a Venezia, nell’edizione 2015 e acclamato in tutto il mondo. Appositamente per Miniartextil ha realizzato l’opera Seeds, un lavoro inedito davvero bellissimo.

Joel Andrianomearisoa: Untitled

Joel Andrianomearisoa ha un nome dagli echi esotici proprio come la sua isola di provenienza, il Madagascar. Ormai naturalizzato parigino, il giovane artista noto nei quattro angoli del globo, lavora i suoi arazzi con una particolare tecnica che ricorda l’assemblaggio delle fettucce tessili: nell’opera in mostra, Untitled, è ben visibile questa tecnica su un favoloso arazzo nero, tutto nero (chi scrive è di parte sul nero).

Vitshois Bondo: Untitled

Chiude il trittico Vitshois Bondo, nato e attivo a Kinshasa, Repubblica Democratica del Congo. È un artista estremamente interessante, non soltanto per le sue opere – a Miniartextil è presente con il dittico Untitled realizzato con ritagli di riviste di moda rigorosamente occidentali – ma per il suo impegno politico e sociale. È un esponente del Librisme, un movimento di tutela e salvaguardia dei diritti dei giovani artisti e organizza frequentemente master proprio dedicati agli stessi giovani artisti: se avete voglia, date un’occhiata a questo video

Trasferendoci sull’altare dei Minitessili, osserviamo tre artiste italiane. A partire da Natalia Caprili che ha realizzato un prezioso lavoro quasi onirico, dal titolo più borderline che mai: In equilibrio sulla possibilità.

Natalia Caprili: In equilibrio sulla possibilità

Claudia Cairoli comasca, classe 1981, ha realizzato per Miniartextil l’opera Mind games, una bellissima maschera in gesso, fili, radici e fimo.

Claudia Cairoli: Mind games

Chiudiamo con Anny Ferrario, una vecchia conoscenza di Miniartextil, già presente in edizioni passate, oggi in mostra con l’opera Siamo tutti sulla stessa barca, con feltro, carta e legno.

Anny Ferrario: Siamo tutti sulla stessa barca

(Foto di apertura di Andrea Butti, foto delle opere di Giuseppe Vitali, foto dei minitessili delle autrici)

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