Arti allineate al Side Festival

Arti allineate al Side Festival
0 1763

Oscar con la Dama Mystica

Durante il weekend, l’esuberante Side Festival è approdato in un generalmente quieto Museo archeologico Paolo Giovio. Il progetto, a cura del team di Allineamenti, si è proposto di valorizzare uno spazio molto bello ma scarsamente utilizzato e di unire arti, generazioni, diversi punti di vista. I partecipanti sono stati davvero numerosi e l’entusiasmo generale è stato tanto alto da rendere decisamente difficile l’idea di tagliare parti descrittive per ottenere un articolino conciso. Dunque, se quel che segue vi sembrerà una sottospecie di lista della spesa, fidatevi della sottoscritta e prendetelo come sintomo della ricchezza di queste giornate.
In primis, per accogliere chi varcava la soglia del museo è stata allestita un’esposizione varia, coloratissima e stimolante, nella quale le due anime del festival (analogica e digitale) hanno trovato un terreno di confronto.
Accanto a opere e installazioni di più di cinquanta artisti sono stati posti gli stand di numerosi talenti della zona, schierati in prima linea per parlare dei loro lavori, come Oscar, appassionato di fumetti e autore di un adattamento grafico de l’Isola del tesoro di Stevenson.

Matteo Boffini

O Matteo Boffini, che ha portato da casa la sua personale stampante 3D per dispensare ai passanti dei portachiavi Mystyledesign appena sfornati e che espone disegni nei quali unisce la precisione delle linee grafiche a dei richiami emotivi alla sua vita personale, per arrivare a espositori politicamente impegnati come Simona Bonardi, autrice del libro The wrong side of the fence il cui intento è mettere nero su bianco le storie dei profughi siriani con i quali è entrata in contatto durante i suoi viaggi in Grecia.

Quanto ai workshop, ad aprire le danze per la giornata digitale di sabato è il professor Angelo Sesana, che con la sua lectio magistralis nella Sala dei Pittori introduce un pubblico di curiosi ai fondamenti della cultura egizia.

La lectio magistralis del professor Angelo Sesana

In breve il gruppo si addentra nelle stanze del museo, alla ricerca di tesori da scannerizzare e stampare in 3D sotto la supervisione di Luigi Milanese, designer e docente all’Accademia Galli.

Con l’Accadeimia Galli alla scoperta dei tesori del museo Giovio

Mentre c’è chi si avventura nel cuore della location, all’esterno risuonano gli accordi di Sofia Colombo, che dal Chiostro Piccolo propone brani al pianoforte davanti a una folla via via crescente.

Sofia Colombo alla tastiera

Nel Chiostro Grande, Alice Pini e Silvia Marzorati cercano reclute fra i visitatori per il loro Phos Graphè, durante il quale chiedono ai partecipanti di scegliere uno fra i negativi esposti, osservarlo per captare che immagini vi si nascondano e lasciarsi ispirare da ciò che han trovato per scrivere una parola, un pensiero, un’impressione.

Silvia Marzorati e Alice Pini

Il tempo di fare un salto in Sala Barelli, dove si può assistere alla proiezione degli esoterici cortometraggi di Marco Pepe, ed ecco che la fisionomia del festival è cambiata: a occupare il Chiostro Piccolo è ora la talk partecipata di Simone Annunziata, che tratta i rischi del digitale toccando temi d’attualità come la Blue whale challenge.

Simone Annunziata

Arriva quindi il momento di ballare con Ableton live, workshop di Aniel Rossi e Andrea Vaghi che, dopo averci spiegato le basi della produzione di musica elettronica, si esibiscono in una dimostrazione dal vivo.

Andrea Vaghi e Aniel Rossi

Mentre l’atmosfera continua a vibrare dei loro ritmi, si susseguono le talk di Filippo Taddei e dello Studio Menopausa.

Studio Menopausa

È ormai sera quando Andrea Marinelli rapisce una folla gremita col suo ipnotico secret show, proiezione fotografica in continuo movimento accompagnata da inserti elettronici e assoli di chitarra elettrica. A seguire, un carichissimo dj-set di Camboja chiude in bellezza.

Camboja

Stanchi ma contenti, lasciamo il museo a riposare per la notte.


Per la domenica in analogico rompe il ghiaccio Stefania Colosimo con un workshop di incisione a punta secca.

Workshop di incisione a punta secca

Laura Arrighi coinvolge i più piccoli in un’esperienza di scrittura creativa (en passant sento qualcosa circa la storia di un inventore di caccole, segno che la lezione sta dando i suoi frutti).

Laura Arrighi con i suoi piccoli allievi

Spostandoci nel Chiostro Piccolo i Coarp ci teletrasportano in piazza Duomo grazie alla loro remote architecture, tecnologia video a 360 gradi, mentre poco più in lá in una grotta al fresco Luca Gandola insegna a un gruppo di disegnatori scoraggiati che è possibile fare un ritratto a carboncino decente anche senza aver studiato arte.

Luca Gandola con i suoi disegnatori nella grotta

Non appena il sole inizia a calare dandoci tregua dopo ore d’afa, il Chiostro Grande diventa palcoscenico per Sofia Colombo, che fa bis con la sua tastiera dopo l’esibizione di sabato, e per Giulia e Horacio Lagrotteria, duo padre e figlia in visita a Como dall’Argentina che porta con sè un po’ della proverbiale energia latina.

Giulia e Horacio Lagrotteria

A seguire i Legno di Pero e Alex Figliuolo Anderson conquistano i presenti trasformando il museo Giovio in jazz club.

Alex Figliuolo Anderson

Il loro sound avvolge e riempie lo spazio facendo da sfondo sonoro ad Agorá di Francesco Toscani, durante il quale, tramite una serie di monologhi, i giovani di Como si esprimono sul loro modo di vivere la città.

Francesco Toscani

La serata volge alla fine. Una volta terminata in Sala Barelli la seconda proiezione su grande schermo di Rs – Ricerche speciali, parto della Millennium 82, è tempo di chiudere con le letture, marchio di fabbrica di Allineamenti.

Giuseppe Lorenzetti

Lettori storici e nuove leve vengono accolti col consueto calore e con la nostalgia che accompagna la fine delle grandi feste. Dopo due giorni intensissimi è ora di salutarsi: c’è chi fra gli organizzatori ringrazia il pubblico per avere contribuito alla riuscita dell’evento, chi fra il pubblico ringrazia gli organizzatori per aver messo tutte le proprie energie in un progetto che fa bene alla città e a chi ci abita. Un successo nel presente, nell’attesa di molti altri nel futuro.

Lascia un commento