Aridatece il lungolago: torna il gazebo in piazza Duomo

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Le cartoline per salvare il lungolago tornano in piazza. Sabato 28 maggio, dalle 9 alle 19, in piazza Duomo, ci sarà un gazebo de La Provincia.

Per tutta la giornata sarà possibile firmare le cartoline ideate da Mr. Savethewall e indirizzate al premier Matteo Renzi. Si potrà lasciare un commento, dare un parere, farsi immortalare in una foto con la cartolina in mano e parlare con i giornalisti del nostro quotidiano. Da metà pomeriggio in poi sarà presente anche il direttore Diego Minonzio. Una settimana fa, in un solo giorno, erano state seimila le cartoline firmate dai comaschi al gazebo.

Sabato, per chi vorrà, sarà anche possibile ricevere una cartolina in omaggio, da conservare come ricordo: vista la grande partecipazione all’iniziativa ne è stato stampato un secondo stock per soddisfare tutte le richieste. Finora ne sono state riconsegnate oltre 50mila. Le cartoline firmate possono essere riconsegnate al gazebo stesso, oppure alla redazione del quotidiano in via De Simoni, 6 a Camerlata, dietro via Paoli.

Scade sabato il termine per inviare via email le foto con le cartoline all’indirizzo lungolago@laprovincia.it. Tutte gli scatti verranno pubblicati sul giornale.

E poi? Una volta raccolte tutte le cartoline, verranno consegnate a Roma al Presidente del Consiglio. Perché proprio Renzi? Semplice: oggi, vista la situazione di stallo in cui si trova il cantiere e la mancanza di possibilità di ripartenza dei lavori in tempi brevi, è il solo a poter intervenire con misure straordinarie. Il premier, se dovesse valutare di intervenire, potrebbe ad esempio decidere di nominare un commissario straordinario come fece per risolvere il caso Expo. Una soluzione di questo tipo consentirebbe di sbloccare l’opera in tempi ragionevoli, grazie a un dialogo più immediato con l’Anticorruzione, la procura di Como e la Corte dei Conti che, a vario titolo, si stanno occupando dello scandalo lungolago. Renzi potrebbe anche decidere, per evitare un ulteriore impiego di soldi pubblici (le stime sono già arrivate a quasi 33 milioni di euro rispetto ai 12 previsti inizialmente), di fermare l’opera antiesondazione e, con un provvedimento ad hoc, consentire che si possa soltanto sistemare la passeggiata, riducendo al minimo le opere del sottosuolo.

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