Anna Savini e Andrea Vitali star di Parolario

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Letteratura, teatro, storie di persone e territori. C’è un po’ di tutto nella seconda giornata di Parolario. A debuttare sul palco di Villa Olmo anche Si calvi chi può. Commedia d’amore surreale in atto unico, un’esperimento, ben riuscito, che ha portato davanti al pubblico uno spettacolo originale scritto da Andrea Vitali, rimaneggiato e interpretato dai ragazzi della

Lo scrittore Andrea Vitali in mezzo agli ospiti della Comunità residenziale di Piario

. Una comunità riabilitativa che accoglie pazienti con problemi psichiatrici e che a Como ha portato sette “pazienti-attori”, magistralmente guidati da Vitali e visibilmente emozionati per il loro debutto. «È una storia che vuole simboleggiare la follia del quotidiano, una storia adattata alla loro condizione esistenziale – ha raccontato lo scrittore bellanese al pubblico in sala che ha applaudito i ragazzi e ha riso divertito alle battute del testo, una pièce – completamente reinterpretata dalla loro fantasia». Una “prima” importante a Parolario, in una villa dove «esibirsi è qualcosa di eccezionale – racconta una delle attrici, Giulia – ma dove la differenza la fate voi, il pubblico». Uno spettacolo che, spiega Vitali, «è una sorpresa ogni volta che viene messo in scena, dove i ragazzi hanno piena libertà di intervenire con il loro apporto assolutamente personale». Una proposta teatrale che ben si “abbina” a Parolario, festival dove convivono esperienze e storie diverse, e dove lo spazio per la fantasia e l’immaginazione è sempre molto ampio.

Un momento dello spettacolo Si calvi chi può

Come nel laboratorio, il primo di una serie che verrà ospitata da Parolario in questi giorni per adulti e per bambini, organizzato ieri sotto la guida di Monique Hemsi. Arm knitting. Due braccia e un filo, è il titolo del workshop dove Hemsi ha spiegato al pubblico comasco come creare borse colorate usando solo braccia e dita, senza l’uso di ferri o uncinetti. Un festival da “fantasia al potere” che, da ieri, ha ufficialmente iniziato a diffondere la sua proposta culturale sul territorio, andando a “invadere” altre sedi, oltre a quella centrale di Villa Olmo. Villa Bernasconi a Cernobbio, dove Nicoletta Sipos ha presentato il suo La promessa del tramonto, la sede dell’Ordine degli architetti, per l’incontro con Alberto Ferlenga Città e memoria come strumenti del progetto, lo spazio Art Company di Como, per l’inaugurazione della mostra Sciur capitan di Claudio Villa, e Villa Sucota. Ed è proprio quest’ultima ad aver ospitato ieri l’incontro su beni culturali e territorio, alla presenza di Serena Bertolucci e Mauro Felicori, direttori rispettivamente di Palazzo Reale di Genova e Reggia di Caserta. Due “ospiti d’eccezione” che hanno portato a Como la loro esperienza di manager culturali per lo sviluppo delle città, ragionando sull’importanza di comunicare con la comunità locale per sviluppare un’identità culturale di grande respiro. È stato invece Villa Olmo il teatro dell’incontro con Paolo Bellini Le nuove tecnologie: etica, società e potere e Michela Prest La sinfonia dell’infinitamente piccolo, in collaborazione con il Teatro Sociale.

Anna Savini e Alessandra Tedesco

In serata invece la presentazione del libro Buone ragioni per restare in vita di Anna Savini, che ha raccontato la sua esperienza di lotta contro il cancro.  «Se ce l’ho fatta io, ce la possono fare tutti», ha raccontato la giornalista. La sua personale lotta contro il cancro le ha sconvolto la vita e lei l’ha magistralmente raccontata nel suo libro presentato con Alessandra Tedesco e Marina Di Guardo. Una malattia «che – racconta – ho deciso di ignorare concentrandomi su quello che dovevo affrontare giorno per giorno» e che è riuscita a vincere grazie a una grande forza di volontà, raccontata in quelle pagine, nate di getto durante la malattia. La giornata si è conclusa con l’incontro Cercare mondi con l’autore Guido Tonelli, in dialogo con Alfredo Tomasetta e la proiezione di Spider, film del 2002 di David Cronenberg.

(Foto di Carlo Pozzoni)

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