Allineamenti torna alla luce… al buio

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La serata di Allineamenti del 5 aprile si è svolta nella sede comasca dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti. Una serata al buio, per vivere e conoscere le esperienze di vita quotidiana delle persone non vedenti e per portare Allineamenti nel loro mondo.

Durante la prima parte della serata, abbiamo partecipato a un laboratorio allestito in una stanza buia in cui erano disposti diversi stand. Ognuno di essi permetteva di conoscere le modalità attraverso cui le persone non vedenti compiono azioni quotidiane come scrivere, disegnare, riconoscere le monete. Alcuni stand erano dedicati al riconoscimento di alcuni oggetti, come dei limoni, dei chicchi di caffè, del cotone contenuti in dei vasi, oppure delle forme tridimensionali su quadretti di legno. Un altro stand impegnava i partecipanti nella ricomposizione di un puzzle a tre dimensioni, che richiedeva la collaborazione di tutto il gruppo. Ci è sono stati poi spiegati la nascita, l’uso e il funzionamento dell’alfabeto Braille e abbiamo potuto provare una tecnica che permette di creare dei disegni in rilievo. Nell’ultimo stand veniva spiegato come si possono riconoscere le diverse monete e banconote attraverso il tatto, cioè non solo per forma e dimensione, ma anche attraverso un piccolo strumento che permette di misurare la cartamoneta e di riconoscerne così il valore.

Nella seconda parte, la serata ha seguito il suo format consueto, proponendo le letture dei partecipanti, tutte presentate al buio. Sono stati citati Leopardi e Umberto Eco e sono stati proposti testi originali di molti lettori che hanno attraversato temi diversi.

Ancora una volta, Allineamenti è stato capace di crescere e rinnovarsi, mantenendo il suo format vincente, ma cambiando luogo e creando un’esperienza nuova, interessante e che ha avuto la capacità di suscitare riflessioni. Come ha detto Francesco Toscani, organizzatore d’eccezione della serata, per aprire l’incontro, «Allineamenti è una delle occasioni che abbiamo per rendere Como quello che voglia che sia, per non lamentarci della scarsità di iniziative nella nostra città senza fare nulla per cambiare le cose».

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