Allineamenti al buio, per trovare una nuova luce

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Frequentavo le scuole medie e, per riuscire a passare del tempo assieme, il mio amico Andrea colse magistralmente l’opportunità stuzzicando la mia più grande passione e, con la scusa di andare a spulciare tra i suoi cd, mi invitò a cena a casa sua e di Maria che da poco era diventata sua moglie. L’album bianco dei Beatles l’ho ascoltato per la prima volta a casa sua e se mi sono innamorato dei quartetto di Liverpool un po’ lo devo anche a lui e a quel suo invito a cena. Ricambiai immediatamente il favore facendogli sentire ciò che girava in quei giorni nel mio inseparabile lettore cd portatile: Dookie dei Green Day.

The BeatlesWhite album

Di quella sera ricordo le risate, il clima rilassato e la cura con la quale mi disse che ciò che gli stavo facendo ascoltare proprio non gli piaceva. Esatto, la cura. Se ci penso, in casi analoghi, è stata l’unica persona in trent’anni a non dirmi «Non mi piace, ascolta questo», ma piuttosto ha preferito evitare di svilire i miei gusti in favore dei suoi e mi ha fatto sentire libero di ascoltare ciò che volevo, perché le passioni sono qualcosa di soggettivo e a nessuno è permesso di condizionarti a meno che non voglia farti del male. Questo è uno dei rari casi in cui ho assistito alla cura con la quale lui, ma anche sua moglie, trattavano e trattano tutt’ora il prossimo. Quella sera è stata la prima volta in cui mi è capitato di assistere da spettatore adorante alla vita di una coppia non vedente. Frequentavo le scuole medie in quel periodo, vero, e questo per dire che Andrea lo conosco da che ho memoria, però quella volta è stata la prima in cui mi son reso conto della percezione che ha una persona con un senso in meno. Per assurdo chi perde un senso ne acquisice almeno altri tre. Da lui ho imparato a non fermarmi all’apparenza, ho imparato ad ascoltare e in qualche modo ad aiutare chi si fidava troppo di ciò che vedeva senza rendersi conto di ciò che non vedeva, ho imparato a usare l’ironia nella maniera più pungente e divertente. Sapeva e sa essere spietato e io lo adoro per questo.

Vi racconto questa: una volta, in mezzo alla gente, sapendo che c’eravamo anche io e ma mia famiglia, si è fatto dire da una persona dove fosse mia madre e di descrivergli di che colore fossero i suoi vestiti. Ricordo che si avvicinò arrivando dall’altra parte della sala e le disse «Eh no, Silvana, il verde proprio non ti dona!» ed è una sciocchezza, ma ne ridiamo ancora oggi con i miei. Grazie a lui e alla possibilità di aiutarlo nella trascrizione di alcuni documenti ho persino iniziato a leggere e a scrivere un po’ in braille. Un mondo meraviglioso anche quello. Roba che il trip per l’alfabeto segreto delle Giovani Marmotte mi sembrò una bazzecola.

Green DayDookie

Da sua moglie Maria, invece, oltre a tutto ciò che ha contribuito a insegnarmi assieme al marito (dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna, ne sono davvero convinto), ho imparato a guardarmi attorno. A guardarmi veramente attorno. A dove metto i piedi (io devo ancora guardare per terra, lei cammina a testa alta), ad ascoltare e a prestare attenzione ai dettagli. Quella sera ha cucinato, apparecchiato, servito, sparecchiato e lavato i piatti e non ha voluto essere aiutata. L’ho osservata come un bambino osserva un mago. A bocca aperta. Era magia. Si muoveva in una maniera così naturale e sicura che l’ho invidiata e la invidio ancora perché io nemmeno nella casa dove sono cresciuto riesco a camminare a luci spente senza sbattere la testa. Ho contato gli errori e i danni che avrei fatto io al posto suo e mi sono sentito microscopico. Il menomato ero io. Il menomato sono io. Sono anni che non incontro nessuno dei due e… la volete sapere una cosa? Secondo me al solo suono della mia voce mi riconoscerebbero fra mille. Cosa che a volte non capita nemmeno con persone viste due giorni prima e che i sensi ce li hanno tutti e cinque.

Perché tutto questo pippone? Perché fossi in voi non mi perderei la nuova serata di Allineamenti all’Unione italiana ciechi e ipovedenti in via Raschi 6 per  la prima serata di letture interamente al buio mercoledì 5 aprile alle 18.15. Non avete idea di quante cose si imparano al buio. Mettetevi alla prova, portate la vostra pArte.

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