All’altezza dello sguardo dei migranti: un film per raccontare l’accoglienza

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L’estate comasca è stata segnata dalla presenza dei migranti accampati in stazione nella – per molti, quasi per tutti vana – speranza di oltrepassare il confine con la Svizzera per raggiungere, poi, altri Paesi del Nord Europa. La reazione di Como, di fronte a questa emergenza, è stata, per certi versi, sorprendente, qualcuno direbbe inattesa. Numerosi volontari si sono prodigati a più livelli e con le risorse più differenti in aiuto di queste persone – il tutto circondato da inevitabili polemiche – ma senza che la situazione sfuggisse mai di mano.

Un’esperienza che è diventata un video, All’altezza dello sguardo. Persone che migrano e persone che accolgono, che verrà proiettato giovedì 16 febbraio alle 21 allo Spazio Gloria in una serata organizzata da Como senza frontiere con Arci ecoinformazioni e Arci Xanadù. Assieme agli autori, Claudio e Giulio Fontana, interverrà anche don Giusto della Valle, parroco di Rebbio. È stato proprio quest’ultimo, come ha raccontato Claudio Fontana a ecoinformazione, a richiedere «di avere materiale video per far conoscere l’accoglienza dei migranti a Como. Le testimonianze raccolte erano interessanti, la documentazione fotografica, a partire da luglio, molto ricca. Così, strada facendo, è nato un lungo filmato. Racconta la normalità dell’accoglienza da parte di semplici cittadini, tra loro molto diversi, nei confronti di queste persone in situazione di fragilità, con bisogni e speranze che stentano a essere ascoltati e riconosciuti. Dopo disagi, violenze, umiliazioni trovano finalmente persone all’altezza del loro sguardo, che non voltano il capo dall’altra parte. Non soffrono di un’ulteriore frustrazione e si sentono accompagnati, per quanto associazioni di volontariato e semplici cittadini possano fare, nell’affrontare in modo consapevole una situazione difficile. È una storia che merita di essere raccontata. Che ha un valore che va al di là dell’interesse locale».

«Questo filmato – prosegue Fontana – richiama fin dal titolo l’incrocio degli sguardi che non va mai perso. È punto di partenza, ma anche punto d’arrivo ed è il senso profondo di una politica adeguata al mondo contemporaneo che non può limitarsi ad ideali astratti. Cerca di mostrarlo con le espressioni e le parole dirette delle singole testimonianze (non ci sono voci fuori campo che spiegano)».

L’emergenza non è finita con l’estate, con lo sgombero dei migranti dall’area della Stazione. Ora c’è una nuova realtà, quella del campo di via Regina, ma anche quella di tante persone che non trovano lì accoglienza. E deve esserci la consapevolezza che il flusso migratorio, con ogni probabilità, ritornerà e aumenterà nei prossimi mesi caldi.

«Molti – conclude il regista – hanno continuato a darsi da fare, a offrire un aiuto dove serviva. I cittadini hanno fatto la loro parte e hanno mostrato una grande saggezza, un bisogno profondo di partecipazione condivisa. Ad altri il compito di creare le condizioni perché Como possa vivere, in modo non legato all’emergenza, la sua condizione di città di frontiera nel cuore dell’Europa».

Il video sarà messo a disposizione di quanti ne faranno richiesta per conoscere meglio quanto avvenuto a Como e riflettere sull’accoglienza ai profughi. Per maggiori informazioni Claudio Fontana fonclever@libero.it.

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