Albert Espinosa, l’uomo dei braccialetti rossi, per Le Primavere

albert-espinosa-luomo-dei-braccialetti-rossi-per-le-primavere
0 616

Irridente e simpatico Albert Espinosa arriva dal fondo buio della malattia più cattiva, era un ragazzo di 14 anni quando il cancro lo aggredì e gli ci vollero dieci anni perché Albert riuscisse a liberarsi di lui. A 24 era un sopravvissuto e con questa consapevolezza ha raccontato la sua storia in Braccialetti rossi e potremo ascoltarla direttamente dalla sua voce la sera di mercoledì 5 aprile al Teatro Sociale di Como nell’ambito della rassegna culturale Le Primavere de La Provincia che quest’anno porta l’insidioso titolo di Periferie. Luoghi non solo delle città ma della vita, periferie intese come tutto ciò che sta ai margini non perché non siano importanti, ma perché tendiamo a tenerle discoste dalla vetrina luccicante di cui ci piace fare bella mostra di noi stessi. Eppure la malattia, la vecchiaia, il senso di inadeguatezza, il dolore cacciati nei cassetti a volte reclamano attenzione. Imparare a guardare le nostre periferie è stare nella dimensione autentica della vita. Questo è lo spirito di queste Primavere e il senso dell’invito.

Nell’aiutarci a stare davanti alla malattia e al dolore, Espinosa è un maestro. È stato costretto a gestire così a lungo e in una fase della vita così intensa come l’adolescenza la sua malattia che quello che il cancro gli ha insegnato è diventato centrale e può condividerlo con il mondo. Il mondo ha ricambiato apprezzando così tanto la modalità gioiosa, positiva con la quale Albert comunica, da fare della sua storia un best seller in 43 paesi e una fiction tv da milioni di fans. Il segreto è la spontaneità con la quale racconta episodi della sua vita in ospedale e l’insieme di esperienze che lo hanno reso forte, grazie anche alle persone che ha incontrato. «Una infermiera molto anziana – ricorda Espinosa – raccomandava a noi ragazzi del suo reparto di non pronunciare mai la parola “dolore”, ma di cercare dei sinonimi. Allora dicevamo disturbi, pressione, ci inventavamo parole alternative. Lei sosteneva che “dolore” è una parola molto speciale per momenti concreti della vita, diceva che i dolori non sono quelli fisici ma quelli emotivi».

Albert questa idea l’ha compresa molto più tardi, quando ha perso il suo papà. Quella sorta di “seconda mamma in ospedale” diceva anche di non chiedere mai “perché”. È una domanda che porta alla depressione e alla tristezza. «Amo molto una frase che la nostra saggia infermiera ripeteva spesso: quando cresci e credi di avere una risposta per tutto, l’universo arriva e ti cambia le domande. A me diceva che l’universo mi voleva così bene che non mi cambiava solo le domande ma anche il corpo. Mi insegnò che da qualsiasi perdita puoi guadagnare un insegnamento. Così quando perdetti la gamba mi disse che avevo guadagnato un moncherino, quando persi un polmone ho imparato che con uno solo si può vivere e quando mi hanno tolto una parte del fegato a forma di stella ho pensato di avere uno sceriffo dentro di me». A 14 anni, con un 3% di possibilità di vivere, prima dell’operazione, è stato un mese in vacanza a Minorca con i suoi genitori e insieme hanno pensato che tutto sommato il 3% non era poco. «Così sono rientrato in ospedale e abbiamo lottato. Adesso tutti gli anni torno a Minorca in vacanza e dico a me stesso: sono ancora vivo».

Tutte le serate delle Primavere de La Provincia sono gratuite, aperte a tutti, con una priorità di ingresso a chi effettua la prenotazione on line, un’operazione semplice e veloce. Si accede al sito, leprimavere.laprovincia.it, si scorrono le serate e si accede a quella prescelta. Nella pagina di presentazione di ogni incontro, sulla destra, si può indicare per quante persone si effettua la prenotazione prima di cliccare parteciperò e poi conferma presenza. Si tratta di compilare nella pagina successiva una sintetica scheda con i propri dati, la si invia e si riceve una email di conferma, è la prenotazione che permette l’ingresso prioritario a teatro. Tutti gli altri potranno entrare in sala solo dopo che saranno stati assegnati i posti alle persone prenotate e fino a esaurimento. Per le serate successive non sarà necessario ricompilare il form se si crea un account con una propria password. Sul sito delle Primavere, oltre ai testi di benvenuto e il programma completo degli incontri con le date e l’indicazione per ciascuna serata dei posti che via via rimarranno liberi, si possono consultare le biografie degli ospiti, dei protagonisti delle Primavere e a grandi linee percorrere tutte le declinazioni delle Periferie che verranno proposte. Il sistema di prenotazione al Teatro Sociale di Como prevede la priorità di ingresso per coloro che si presentano con la ricevuta della prenotazione mentre l’accesso al Teatro della Società di Lecco in piazza Giuseppe Garibaldi, 10 è regolato dalla priorità di arrivo a teatro. È tuttavia gradita la prenotazione sempre al sito leprimavere.laprovincia.it da intendersi come segnalazione di interesse alle serate previste a Lecco il 27 aprile e il 22 e il 24 maggio.

Lascia un commento