A suon di pinte, birra e musica a braccetto

a-suon-di-pinte-birra-e-musica-a-braccetto
0 870
C’è un solo giorno all’anno in cui vestirsi di verde dalla testa ai piedi, indossare enormi cappelli e buffe barbe rossiccie non compromette le coronarie dell’Enzo Miccio che alberga in ognuno di noi. Quel giorno è il 17 marzo, festa di San Patrizio, patrono d’Irlanda, che commemora l’arrivo del Cristianesimo nel paese durante il quinto secolo d.C.. Festività nazionale dal 1903, anno in cui si tenne la prima parata, il Saint Patrick’s Day è, per gli irlandesi di tutto il mondo e non solo, l’occasione per riunirsi, sfilare, scatenarsi su danze tradizionali, bere birra e sidro (e tutto ciò che ci sta in mezzo), sfoggiare trifogli sugli abiti, cercare fantomatiche pentole d’oro e, per gli abitanti di Chicago, vedere le acque del loro fiume colorarsi di verde.
Quale giorno migliore, dunque, per parlare di un libro che racconta i deliziosi abbinamenti tra musica e birre? Alle 18.00, presso la libreria Feltrinelli di Como, il giornalista, critico musicale e birraio Luca Modica presenta A suon di pinte, la sua prima fatica letteraria, un viaggio tra le birre attraverso racconti, canzoni, gradazioni e interviste a produttori e mastri birrai dialogando con Maurizio Pratelli, autore di due libri dal simile spirito: Vini e vinili.
Oggi anche l’Italia è sempre più lanciata verso la produzione di craft beer, ovvero la birra artigianale, ma perché ciò accadesse sono dovuti cadere molti luoghi comuni. La birra, infatti, non è un’unica bevanda chiara, gassata, dissetante. Al contrario, ha tanti stili diversi e ogni stile ha il suo colore, la sua schiuma e la sua gradazione alcolica; ha il suo bicchiere di servizio, le sue caratteristiche di spillatura e, ovviamente, la sua musica d’accompagnamento. Bere una English IPA in una public house di Londra, ascoltando i Clash, può essere totalmente diverso che ascoltare Frank Zappa sorseggiando un barley wine stravaccati sul divano di casa. Canticchiare i Velvet Underground degustando un lambic a Bruxelles è un’esperienza differente dal dissetarsi con una pils ceca nel bel mezzo di una dancehall in agosto. E poi: la birra può essere maturata in legno così come un buon dj può trasformare un vinile in un vero e proprio strumento, o l’amaro luppolato di una American Pale Ale può risultare ancor più fresco della chitarra dei NOFX.
Ogni bevuta un motivo musicale in testa, per dare una storia passata e futura a questo magico nettare, che Charles Bukowski definì «un flusso continuo di sangue, un’amante continua» e Milan Kundera «una santa libagione di sincerità, la pozione che dissipa ogni ipocrisia, ogni sciarada di belle maniere.»
Un ottimo modo di festeggiare San Patrizio, non c’è che dire.

Lascia un commento