A piedi liberi: due giorni sulle migrazioni a Como

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Un week-end d’eccezione allo Spazio Gloria che ha ospitato A piedi liberi: diritti migranti, verso la Carta Como, due giorni di incontri dedicati alla riflessione riguardo migrazioni e accoglienza. L’evento è stato organizzato da Coordinamento comasco per la pace e Como senza frontiere in collaborazione con Acli Como, Arci Como, Asci Don Guanella, Associazione del volontariato comasco, Centro servizi per il volontariato di Como, ecoinformazioni Como, Giovani democratici Como, Wel-Com – Osservatorio migranti Como e Ipsia Como. È sabato mattina e, curiosa di approfondire le opinioni riguardo le recenti problematiche di accoglienza di cui la città si è vista protagonista, prendo parte al ciclo di interventi dedicati alle scuole. Le introduzioni alla giornata tenute da Mario Forlano, presidente del Coordinamento Comasco per la Pace, e da don Giusto della Valle, parroco di Rebbio, ci immergono nel clima di confronto e apertura che speravo di incontrare.

Don Giusto Della Valle

Quando inizia Nel mio paese, spettacolo a cura di TeatroGruppo Popolare, scritto da Giuseppe Adduci, entriamo nel vivo della questione: un camionista, interpretato da Gianpietro Liga, si rende lentamente conto della condizione degli immigrati e, nello specifico, della vita nei caporalati. Un argomento delicato di cui si parla raramente, perchè «La verità è dove tutti stanno bene», e nel nostro paese è difficile affrontare e accettare l’esistenza dello sfruttamento. Nel mio paese mette in scena l’umanità degli immigrati e l’importanza dell’accoglienza attraverso le vicende del protagonista che, trovandosi in prima persona al posto di un rifugiato, cambia il suo punto di vista nei confronti degli stessi.

Gianpietro Liga

Dopo una breve pausa è il turno di Lorenzo Baldino e Alice Rossi, ragazzi che si sono visti impegnati nell’emergenza di pochi mesi fa alla stazione San Giovanni. I due giovani si dimostrano fin da subito aperti al confronto, e in un dibattito diretto con gli studenti condividono la loro grande esperienza. Tante sono le curiosità e le domande che gli vengono poste: Lorenzo e Alice parlano di quanto, in termini di accoglienza, sia necessaria l’azione politica rispetto al mero aspetto caritatevole e assistenziale; parlano di quanto lo scontro con la realtà li abbia portati ad agire e a prendere piena coscienza di quello che Como sta vivendo.

Lorenzo Baldino e Alice Rossi

Una piena coscienza che viviamo anche con l’intervento di Edda Pando, donna di origini peruviane attiva nella rete Milano senza frontiere e promotrice della marcia per i nuovi desaparecidos: migliaia sono i giovani che fuggono dal proprio paese nella speranza di un futuro migliore, e migliaia sono i genitori che non hanno più notizie dei figli emigrati.

Edda Pando

La chiusura della mattinata è nelle mani di ArteMigrante, progetto attivo sul territorio dai primi mesi del 2016. ArteMigrante è un’iniziativa nata a Bologna e esportata con successo in altre città del Paese il cui scopo è l’integrazione degli individui esclusi – dal migrante al senzatetto – attraverso la condivisione di momenti di musica, danze e sorrisi. Chitarre, percussioni, danze, entusiasmo, sono gli elementi che bastano per vivere e far vivere le serate migrartiste. Questi ragazzi credono all’arte come fenomeno universalmente umano, si sono preoccupati di regalare attimi di serenità e speranza alle persone che più ne hanno bisogno.

ArteMigrante

Prima dell’emergenza in stazione, prima delle recenti vicende che hanno movimentato la vita politica cittadina, si sono attivati per creare una rete solidale di persone sensibili alla presenza di individui socialmente esclusi. Un movimento contro ogni indifferenza chiude un ciclo di interventi riguardo l’emergenza immigrazione che tocca la città di Como in prima persona: ho vissuto Diritti migranti come un’iniziativa aperta e ragionata, un’occasione per affrontare politicamente l’accoglienza allontanando soluzioni populiste e opinioni superficiali.

(Foto di Gianpaolo Rosso / ecoinformazioni)

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