A Miniartextil osservatori d’arte contemporanea

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Scorrere la lista non ancora definitiva delle oltre 250 richieste di partecipazione alla prossima edizione di Miniartextil Tessere sogni, significa immergersi in profondità in un serbatoio culturale ricchissimo.
Ogni anno, l’Associazione culturale Arte&Arte indice un bando di concorso, che per il 2016 si è chiuso sabato 16 aprile scorso, ispirato a una tematica specifica, rivolto a tutti gli artsiti del mondo che vogliano proporre un minitessile – una piccola opera che misura 20 centimetri per lato, per essere presenti alla principale rasssegna di fiber art italiana.
a-miniartextil-osservatori-darte-contemporaneaE, ogni anno, vengono selezionati 54 minitessili da una Giuria internazionale presieduta dal professor Luciano Caramel. Il numero 54 è una scelta precisa perché è un multiplo di 9 che nella numerologia rappresenta il numero sacro, nella religione ebraica l’intelletto puro; nove sono le Muse, personificazione per le scienze e le arti della somma sapienza umana.
Giovani artisti dall’Italia, dagli Stati Uniti, da tutta Europa, dal Messico, addirittura dal Vietnam: tutti mossi da una grande passione, quella della ricerca e dello studio della textile art, settore dell’arte contemporanea apprezzato in tutto il mondo.
I minitessili di Miniartextil, nel corso di questi primi ventisei anni di ininterrotta attività, sono diventati sinonimo di alta produzione artistica ove il sovrano indiscusso è rappresentato dal filo, declinato nei modi e nei materiali più diversi.
Come si legge in un libro interessante di Keri Smith, Come diventare un esploratore del mondo, edito da Corraini Edizioni, l’osservazione attenta di una singola opera d’arte, che sia piccola come un microbo di Pasteur o vasta come l’universo di Einstein, è il tipo di attività che oggigiorno si fa sempre meno.
Miniartextil e i minitessili, che saranno in mostra come di consueto accanto alle installazioni di grandi artisti contemporanei invitati a essere presenti, accompagnano il vistatore in questa precisa attività di osservazione.
Perché, come diceva Jules Verne: «Guarda. A tutt’occhi, guarda!».

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