Witch! Al Lake Como film festival c’è la notte delle streghe

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L’anno scorso sul grande schermo dell’Arena si proiettò tutta la prima stagione del telefilm cult di David Lynch I segreti di Twin Peaks e l’iniziativa riscosse un grande successo. Pubblico attrezzato con sdraio e cuscini, anche qualche coperta (va bene l’estate, ma non si sa mai: vedi ieri), tutto per tirare l’alba assieme all’agente Cooper e agli altri personaggi impegnati a scoprire tutta la verità su Laura Palmer. E anche quest’anno, sabato 23 luglio, il Lake Como film festival invita il pubblico a fare mattino con una nuova maratona che farà la gioia dei cinefili. E chi è più cinefilo degli appassionati di horror? Questa Notte delle streghe è tutta per loro. Sì, ci sono i cultori di cinema d’autore, capaci di disquisire per ore di fronte agli immensi capolavori di grandi registi. Ma c’è un sommerso che è tornato a galla negli ultimi vent’anni grazie alla proliferazione dei dvd, a YouTube, a registi come Quentin Tarantino e Robert Rodriguez (sarebbero in prima fila, se fossero a Como). È quello dei cinegeek, forse cinenerd, chiamateli come volete, ma sono un esercito capace di passare con disinvoltura dal classico in bianco e nero, ma di serie B, alla produzione sotterranea americana con l’occhio esperto, ma anche una sana capacità di non prendere troppo sul serio la propria pulsione cinefila.

La notte delle streghe avrà inizio alle 21.30 nell’Arena del Teatro Sociale (all’interno in caso di maltempo) e sarà inaugurata da The witch, film del poco più che trentenne Robert Eggers, premiato per la miglior regia al Sundance festival proprio per questo lungometraggio, attualmente impegnato in un remake del Nosferatu di Murnau (il secondo dopo quello di Werner Herzog di fine anni Settanta). Niente vampiri, ma le streghe del New England del XVII secolo. È l’America dei Puritani, spaventati dall’ignoto e pronti a distinguere il demonio in ogni fenomeno inspiegabile, anche a costo di mettere al rogo povere donne. Nel film un uomo, cercando di proteggere la sua famiglia dalla “caccia alle streghe”, costruisce una casa a pochi passi da un bosco che si rivela foriero di sinistri presagi. Un’anteprima da non perdere visto che, ufficialmente, il film arriverà nelle sale italiane solo tra tre settimane.

The witch (Usa, 2015, 90 minuti) di Robert Eggers con Anya Taylor-Joy, Ralph Ineson, Kate Dickie, Harvey Scrimshaw e Lucas Dawson
1630, Sam, un neonato, è sparito nel nulla senza lasciare traccia. Il figlio maggiore di William, Thomasin di 14 anni, ha cominciato a comportarsi in modo molto strano. Caleb, il fratellino di 12 anni, crede di sentire la voce di Dio. I gemellini Jonas e Mary cantano inquietanti filastrocche e giocano tutto il giorno con il capretto di casa. Mentre madre Katherine ha perso la fede. Può tutto questo essere una punizione divina? O si cela il diavolo dietro questi fatti? Gli animali muoiono, il cibo scarseggia e i membri della famiglia si scagliano l’uno contro l’altro. Tutti sembrano soggetti al potere della strega del bosco limitrofo.


A mezzanotte, ora delle streghe per eccellenza, ecco The other side of the door di Johannes Roberts, ambientato in un paesaggio insolito per un horror: Mumbai. Una coppia felice scopre di aspettare un figlio proprio in uno scenario indiano da sogno. In pochi anni, però, tutto si sgretola, proprio a causa della morte precoce di quel primogenito. Ma una sciamana (c’è sempre una sciamana…) rivela alla madre inconsolabile l’esistenza di una porta per mettersi in contatto con l’altro mondo e ricollegarsi al piccolo scomparso. Lei ha il volto di Sarah Wayne Callies, attrice cara ai fan di The walking dead.

The other side of the door (Gran Bretagna / India, 2016, 96 minuti) di Johannes Roberts con Sarah Wayne Callies, Jeremy Sisto, Javier Botet, Sofia Rosinsky e Jax Malcolm
Maria e Michael, una coppia di americani, affascinati dall’India decidono di stabilirsi a Mumbai. Accade però un incidente nel corso del quale Maria è costretta a una scelta straziante. Il figlio Oliver muore e la madre è sopraffatta da dolore e senso di colpa. La colf indiana Piki, vedendola , le propone una soluzione: c’è un tempio ormai in disuso dove si dice ci sia una sorta di confine tra la vita e la morte. Maria potrà recarsi lì per incontrare per l’ultima volta il figlio. Dovrà però stare bene attenta a non aprire per nessun motivo la porta.


Dopo tre Spider-Man, Sam Raimi è tornato agli antichi amori. Ecco Drag me to hell, opera del 2009 del grande regista, sullo schermo alle 2 del mattino.

Drag me to hell (Usa, 2009, 99 minuti) di Sam Raimi con Alison Lohman, Justin Long, Lorna Raver, David Paymer e Dileep Rao
Christine Brown è in attesa di un’importante promozione nella banca in cui lavora. Un giorno nega all’anziana signora Ganush la proroga di un prestito che le consentirebbe di conservare la propria abitazione. La donna, che è in contatto con un Lamia, le lancia contro una maledizione che metterà il demone sulle sue tracce. Da quel momento Christine dovrà cercare di respingere gli attacchi e di trovare la soluzione definitiva per liberarsi dal Male.


Dopo le 4 si vedrà sorgere il sole con l’ormai classico The Blair witch project. Il tutto per 8 euro, con approvvigionamenti disponibili tra un film e l’altro.

The Blair witch project (Usa, 1999, 87 minuti) di Daniel Myrick e Eduardo Sánchez con Heather Donahue, Joshua Leonard, Michael C. Williams, Bob Griffith e Jim King
Ottobre 1994. Heather Donahue, Joshua Leonard e Michael Williams, tre studenti dell’Università di Cinema di Montgomery, si avventurano nei boschi attorno alla cittadina di Burkittsville (in passato chiamata Blair), nel Maryland, per girare un documentario sulla leggenda della strega di Blair. Armati di telecamera sedici millimetri in bianco e nero, destinata al racconto della storia, e di una piccola videocamera otto millimetri a colori, per le riprese di una sorta di backstage, i tre si mettono al lavoro, spinti dall’entusiasmo della ragazza, decisa a girare il suo primo film. Il soggetto è succulento: Elly Kedward, accusata di stregoneria, viene cacciata dalla città di Blair alla fine del 1.700. Dopo la sua fuga nei boschi, molti ragazzini scompaiono in quelle stesse foreste e, negli anni Quaranta, un serial killer uccide sette bambini e sostiene di averlo fatto su ordine del fantasma della strega. Dopo aver intervistato alcuni abitanti della cittadina, i tre aspiranti filmmakers si spingono nel bosco alla ricerca della chiave del mistero. Ma ben presto si perdono, pedinati da un’oscura e terrificante presenza.


Il concorso Longscapes sabato 23 pomeriggio alle 18.30 al Teatro Sociale propone Embrace of the serpent, lungometraggio del colombiano Ciro Guerra che ha ricevuto una candidatura all’Oscar proprio grazie a quest’opera ambientata in un’Amazonia da scoprire, fotografata in un bianco e nero contrastato che permette di uscire dall’immaginario del polmone verde del mondo per ricondurre la vicenda al rapporto tra l’uomo e una natura magnifica. Grazie a questo straordinario risultato, Guerra sta per fare il suo debutto dietro alla macchina da presa a Hollywood, mantenendo uno stretto rapporto con il paesaggio e con la sua terra: il prossimo film sarà girato nel deserto di La Guajira, sempre in Colombia.

Embrace of the serpent (Colombia / Venezuela / Argentina, 2015, 125 minuti) di Ciro Guerra con Jan Bijvoet, Brionne Davis, Luigi Sciamanna, Nilbio Torres e Antonio Bolivar
Karamakate era una volta un potente sciamano in Amazzonia. Ultimo sopravvissuto del suo popolo, ha scelto di vivere in isolamento, all’interno della giungla, fino a diventare un Chullachaqui, un guscio vuoto, senza emozioni né ricordi. Ma la sua vita viene improvvisamente stravolta quando nel suo covo arriva Evan, un botanico americano alla ricerca di una pianta che sia in grado di insegnare a sognare. Karamakate decide di aiutare Evan nella ricerca e intraprende con lui un viaggio nel cuore della giungla, e nei suoi ricordi più lontani. Ingresso a 5 euro.

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