Una vita per il Cineforum dell’Astra

una-vita-per-il-cineforum-dellastra
0 317

Ha origini letterarie il film in programma martedì 24 e mercoledì 25 ottobre alle 15.30 e alle 21 per il 64° Cineforum dell’Astra. Una vita di Stéphane Brizé è, infatti, un adattamento del primo, omonimo romanzo di Guy de Maupassant. Chi lo ha letto sa che si tratta di una vicenda dura, che spinge a riflettere sulla condizione femminile nell’Ottocento. Siamo agli albori del secolo, in Normandia, e la protagonista, che nel film ha il volto luminoso di Judith Chemla, è Jeanne, giovane nobile che sposa prestissimo un ragazzo del suo rango che, però, subito si rivela un debosciato, adultero incorreggibile anche se la donna lo perdona pure di fronte al tradimento più evidente. Dall’uomo avrà un figlio, Paul, ma le tempeste della sua vita non sono ancora terminate. Fedele al racconto – che Tolstoj disse essere il punto più alto raggiunto dalla narrativa francese assieme a I miserabili di Hugo – Una vita è un dramma che parla di donne, ma anche del tramonto della nobiltà, della crisi dell’ancien régime, ma, soprattutto, su come le vite si snodino tra alti e bassi, mai felici, ma neppure così catastrofiche: solo vite, appunto.

Una vita (Francia, Belgio, 2016, 119 minuti) di Stéphane Brizé con Judith Chemla, Jean-Pierre Darroussin, Yolande Moreau, Swann Arlaud e Nina Meurisse
Normandia, 1819. Jeanne è una giovane donna che sboccia alla vita. Figlia dei baroni Le Perthuis des Vauds, si innamora e sposa Julien de Lamare, un nobile locale decaduto che si rivela presto un adultero incorreggibile. Dopo aver sedotto e ingravidato Rosalie, la domestica al servizio dei baroni, Julien chiede perdono a Jeanne e lo ottiene, rientrando in seno alla famiglia e diventando padre di Paul. Ma all’orizzonte si prepara un’altra tempesta che travolgerà ogni bene, materiale e affettivo, affondando Jeanne nei ricordi di una vita.

L’ingresso è riservato ai soci con tessera.

Lascia un commento