Una passeggiata tra le Torri gemelle per chiudere La coda

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Il suo nome significa piccolo, ma l’impresa che ha compiuto è grande, unica, irripetibile. Il 7 agosto del 1974 il funambolo francese Philippe Petit cammina per un’oretta abbondante andando avanti e indietro su un cavo teso tra le Twin Towers di New York. Cammina a più di 400 metri d’altezza, quindi, senza nessuna protezione, senza essere assicurato a una fune che potrebbe, forse, salvargli la vita qualora dovesse perdere l’equilibrio, naturalmente senza che alcuna rete sia stata collocata sotto di lui. Anche perché Petit fa tutto ciò senza la minima autorizzazione. Ma ai poliziotti che volevano arrestarlo non rimane che stare a guardare con il naso all’insù, come fa la sua fidanzata, come fanno i cittadini della Grande Mela e, poi, come fa tutto il mondo. Un uomo sfida il più imponente simbolo degli anni Settanta statunitensi. Le due torri erano state completate da poco e rappresentavano un’autentica sfida, quasi una provocazione per un uomo che sognava quel colpo da diversi anni. Petit aveva letto della costruzione delle torri su un giornale, mentre era dal barbiere, alla fine degli anni Sessanta e aveva iniziato a sognare di esercitare la sua arte funambolica lassù. Anni di preparativi, studi, allenamento per arrivare a quella fatidica mattina in cui il giovane Philippe, che avrebbe compiuto 25 anni poco dopo, camminò avanti e indietro per otto volte. Ma non solo: danzò, salutò, spaventò e affascinò il pubblico con una performance che poteva costargli una fine orribile. Invece gli diede la fama, il successo e lo trasformò in un simbolo di New York (tutte le accuse a suo carico vennerò lasciate cadere in cambio di una performance per bambini). E poi… e poi arriva l’11 settembre 2001 e le torri diventano un altro simbolo. Zemeckis ha voluto restituirle agli occhi del pubblico mondiale al massimo del loro splendore, commuovendo e anche mozzando il respiro perché, grazie a un cineasta che da sempre esperimenta con i più arditi effetti speciali (basterebbe pensare a Chi ha incastrato Roger Rabbit o a Forrest Gump) lo spettatore è con Petit, sul filo, a 400 metri, sospeso nell’incredibile.

The walk (Usa, 2015, 100 minuti) di Robert Zemeckis con Joseph Gordon – Levitt, Ben Kingsley, Patrick Baby, Marie Turgeon e Soleyman Pierini. Biglietti a 5 euro.

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