Un gioiellino che farà crac

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La rassegna Quando il diritto incontra l’economia, curata da Barbara Pozzo e Alberto Cano, prosegue mercoledì 15 febbraio alle 20.30 nell’aula magna dell’Università dell’Insubria con il film Il gioiellino di Andrea Molaioli. Toni Servillo e Remo Girone sono i protagonisti di una vicenda scopertamente ispirata al “crac” della Parmalat. È la storia di un industriale, a capo di una grande azienda alimentare che pare florida, ma una gestione “romantica” e personalistica degli affari porta, fatalmente, tutti verso un abisso finanziario. Inevitabile? Non proprio: il lungometraggio mostra impietosamente quali siano le scelte sbagliate e gli errori di valutazione che sfociano anche in azioni illegali, come la falsificazione dei bilanci, sperando di salvare il salvabile. Ma il finale è amaro.

Il gioiellino (Italia / Francia, 2011, 110 minuti) di Andrea Molaioli con Toni Servillo, Remo Girone, Sarah Felberbaum, Lino Guanciale e Fausto Maria Sciarappa
Ernesto Botta, uomo sgradevole e introverso, è ragioniere alla Leda, l’azienda agro-alimentare della famiglia Rastelli, un gioiellino quotato in Borsa e lanciato con disinvoltura su nuovi mercati internazionali. Abile nelle battaglie finanziarie e nelle alchimie di bilancio, Botta fa quadrare il cerchio e fa il lavoro sporco, ritagliandosi poche ore per un bicchiere di vino pregiato, un amplesso verticale sbrigativo e una conversazione in inglese su musicassetta. Costruita la propria fortuna su latte, merendine e biscotti, i Rastelli frequentano casa, chiesa e azienda con la medesima devozione, circondandosi di politici ed ecclesiastici sostenitori e fanatici del made in Italy. Nel tempo libero gestiscono squadre di calcio, sfrecciano con le Lamborghini sulle strade della provincia piemontese, restaurano monumenti, finanziano la cultura, sostengono gli enti morali, sperimentano attività turistiche e naturalmente accumulano debiti. La gestione spregiudicata e irresponsabile li condurrà in pochi anni sull’orlo del fallimento. Ma Ernesto Botta ha un asso nella manica e un piano di ‘lunga conservazione’: gonfiare i bilanci aziendali e inventarsi il denaro. Ingresso libero

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