Trainspotting allo Sdrive-in dell’Open Lido

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È stata una delle idee cinematografiche più belle e originali dello scorso anno: una serie di lungometraggi entrati nell’immaginario collettivo non (solo) per l’importanza nella storia della settima arte, per la grandezza dei suoi realizzatori e neppure per i buoni incassi al botteghino. La caratteristica principale è un’altra: i cult movie sono sono quelli che si guardano e si riguardano all’infinito, organizzando proiezioni collettive, imparandone a memoria le battute, arrivando a rirecitare, tra amici, intere scene.

Negli Usa hanno i drive-in, dove si guardano i film stando in macchina. Il circolo Arci Xanadù si è inventato lo… Sdrive-in: un cult movie al lunedì sera all’Open Lido di Villa Geno da gustare… sulle sdraio. E, a proposito di cult movies, pochi titoli negli ultimi vent’anni, meritano questo appellativo più di Trainspotting.

Trainspotting (Gran Bretagna, 1996, 115 minuti) di Danny Boyle con Ewan McGregor, Robert Carlyle, Ewen Bremner, Kelly MacDonald e Jonny Lee Miller
Ventenne di Edimburgo, Mark Renton ha scelto per sé «un’onesta e sincera tossicodipendenza» in modo da non doversi preoccupare del sesso, del lavoro o dei rapporti sociali. Ha degli amici o meglio dei compari con cui rubacchiare, parlare a vuoto, bere birra e bucarsi le vene: sono Sick Boy, tutto provocazioni e capelli ossigenati, Begbie, imprevedibilmente violento e alcolizzato, Tommy, che cerca di star fuori dal giro dell’eroina, e Spud, forse l’unico di cui può fidarsi. Tra tentativi di disintossicazione, ricadute e un inatteso colpo che può cambiare la vita a tutti, Mark forse entrerà a far parte dell’odiata, ma rispettabile società.

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