Tra religione, costume e società: il velo si racconta al cinema

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Una serata speciale quella di giovedì 16 novembre alle 21 al Cinema Astra di Como, che inaugura la seconda edizione della rassegna Fedi in gioco – Cinema e dialogo interreligioso. Fuori e dentro lo schermo si parlerà del velo islamico attraverso la testimonianza di donne musulmane che racconteranno la loro personale esperienza, lontano dai cliché e da falsi stereotipi e dialogheranno con il pubblico commentando i due inediti film che verranno proiettati sul tema. Un’occasione da non perdere per “farsi una cultura del velo” nella società globale, con testimonianze dirette e narrazioni cinematografiche. Le relatrici che interverranno sono Akkawi Nazmie (Libano) e Meral Yildiz (Turchia). Modera Francesca Gamba.

Slør di e con Charlotte Schiøler

Slør (Francia / Danimarca, 2014, 17 minuti) di e con Charlotte Schiøler e con Michelel Figlarz, Anna Schiøler, Guarani Feitosa
Una signora danese è alla ricerca di un appartamento a Parigi e per fare la scelta giusta decide di indossare un niqab…. (indumento islamico che copre la testa e l’intera figura lasciando scoperti solo gli occhi). La regista, artista poliedrica che si muove tra danza teatro e cabaret, dirige e interpreta un cortometraggio dai toni grotteschi e surreali in cui con tocco leggero e senza pregiudizi culturali racconta, immedesimandosi e facendo immedesimare lo spettatore, cosa significa portare il velo, tra mistero unito a fascino e a impedimento.

Mariam (Francia / Arabia Saudita / Stati uniti / Quatar, 2015,  45 minuti) di Faiza Ambah con Oulaya Amamra, Lou Lèvy e Ahmed Hafiene

Mariam è nata in Francia da genitori arabi e ha deciso, dopo l’esperienza del pellegrinaggio alla Mecca, di indossare il velo. Ma a scuola vige il divieto di indossare simboli religiosi nei luoghi pubblici. Come lei, altre ragazze musulmane devono compiere una difficile scelta: rinunciare al velo per frequentare la scuola o rinunciare alla scuola per indossare il velo. La protagonista Mariam interpretata dall’intensa e giovane attrice promettente Oulaya Amamra, restituisce con vivido realismo, la problematica di un’adolescente alla ricerca di sé stessa la quale, in conflitto con l’autorità paterna, è decisa a portare il velo. Simbolo religioso ma anche di un’identità trovata, elemento distintivo che al contempo protegge e pone al centro dell’attenzione, arma di seduzione femminile e manifesto politico, Mariam con trovate creative come rivela lo stupefacente finale, rivendica fino in fondo il diritto di essere sé stessa. La regista Faiza Ambah figura di spicco del movimento di emancipazione femminile nel mondo arabo, mostra l’universalità dell’essere adolescente con o senza velo.

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