Torna al cinema la Corazzata Potëmkin, quella vera

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Prima di cominciare…

La corazzata Potëmkin è uno dei grandi capolavori della storia del cinema, realizzato nel 1925, anticipatore di tecniche di ripresa e montaggio ancora attuali.
La corazzata Potëmkin NON DURA 18 rulli: se così fosse sarebbe un film di – circa – 3 ore e 20 mentre la versione più completa, quella restaurata dalla Cineteca di Bologna che torna nelle sale nel centenario della rivoluzione russa, dura 68 minuti, poco meno di un’ora e 10, poco più di un episodio di una serie tv attuale.

L’occhio della madre

La corazzata Potëmkin non è una passeggiata: è, chiaramente, un film della sua epoca, realizzato ai tempi del massimo splendore del muto e principale espressione di un cinema, quello sovietico, che pellicole come questa, Sciopero! e Ottobre hanno contribuito a rendere una tra le esperienze più esaltanti della storia della settima arte.
La corazzata Potëmkin, e gli altri film citati, sono opera di un maestro assoluto che si chiamava Sergej Michajlovič Ėjzenštejn.

Il grande maestro Sergej Michajlovič Ėjzenštejn

La corazzata Potëmkin, a proposito, si chiama La corazzata Potëmkin, Бронено́сец Потёмкин (Bronenosec Potëmkin) e il regista è Sergej Michajlovič Ėjzenštejn. Non è La corazzata Kotiomkin di Serghei M. Einstein di cui ci si burla ne Il secondo tragico Fantozzi. Tutte le scene che vengono proiettate al cineforum aziendale dal professor Guidobaldo Maria Riccardelli sono state, in realtà, girate ex novo da Luciano Salce per una questione di diritti.

Kotiomkin e non Potëmkin

La corazzata Potëmkin, peraltro, per la gioia dei fan di Fantozzi, è, come da dibattito, «un grande film», «un capolavoro», c’è l’occhio della madre, c’è la carrozzella con il bambino, c’è il dettaglio degli stivali che manda in estasi il rag. Filini, soprattutto c’è il montaggio analogico che sconvolge perfino il coriaceo geometra Calboni.

Einstein e non Ėjzenštejn

La corazzata Potëmkin torna al cinema il 9 novembre, allo Spazio Gloria di via Varesina 72 alle 21, biglietto a 5 euro. Volendo alla fine si può salire tutti insieme sul palco per gridare… La corazzata Potëmkin NON È una cagata pazzesca!

Ah, un’ultima nota: la musica de La corazzata Potëmkin non è quella che si ascolta ne Il secondo tragico Fantozzi. Quella è una versione martellante e quasi irriconoscibile della Promenade dai Quadri di un’esposizione di Musorgskij. In questa versione restaurata si ascoltano, invece, le musiche originali scritte da Edmund Meisel, compositore austriaco, pioniere delle sonorizzazioni cinematografiche.

La corazzata Potëmkin (Urss, 1925, 68 minuti) di Sergej M. Ejzenštejn con Aleksandr Antonov, Vladimir Barskij, Grigorij Aleksandrov, Aleksandr Levšin, Andrej Fajt, Marusov, Zavitok, Michail Gomorov e Ivan Bobrov
È il film più famoso della storia del cinema e uno dei meno visti. Mai visto in questa versione, restituito da un luminoso restauro allo splendore delle sue immagini. Un film che nella Russia del 1925 celebrava la rivolta dei marinai e della città di Odessa avvenuta nel 1905. Un film che «emergeva dal mare» con l’impeto creativo di un regista di ventisette anni, Ėjzenštejn, destinato a portare la rivoluzione nel linguaggio cinematografico. La corazzata Potëmkin è un richiamo alla necessità della ribellione quando la giustizia e la dignità sono calpestate, un alto grido umanista in nome della fratellanza. Scrostato da decenni di polvere critica, sottratto al luogo comune dell’invettiva fantozziana, il capolavoro di Ejzenštejn può levare l’ancora verso le nuove generazioni.

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