The founder, l’uomo che creo l’impero dei panini

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La perseveranza… la componente fondamentale nella riuscita di qualsiasi impresa, in qualsiasi ambito. Può superare di gran lunga altri aspetti apparentemente indispensabili? Il talento? L’istruzione? È un dato di fatto che, analizzando le storie dei più grandi imprenditori e uomini di successo, si scopre che si tratta di persone uscite da condizioni di vita quasi sempre anonime, se non addirittura povere ed estreme in alcuni casi, persone che si sono fatte strada grazie alla loro costanza, alla loro determinazione riuscendo a raggiungere livelli incontrastati di successo e fama.

Il primo ristorante dei fratelli McDonald, a San Bernardino in California

La storia di Ray Croc è irta di tentativi, tanti tentativi, migliaia forse, ed è un dato di fatto percepire l’inesauribile ambizione che spinge quest’uomo a inseguire i suoi obbiettivi, forse per rivalsa nei confronti di una vita che fino ai 52 anni lo ha condotto a stare in una situazione pressoché stabile, abitudinaria e dannatamente monotona. Ray, cittadino americano, sposato e senza figli, è sempre stato un venditore e rappresentante di oggetti e utensili per casa e aziende di vario genere. Un giorno, mentre era in giro in uno dei suoi tanti viaggi di lavoro, riceve la telefonata da parte della sua segretaria per l’acquisto di sei frullatori multiuso per conto di un piccolo ristorante a San Bernardino in California e, incuriosito dall’insolita e massiccia richiesta si reca personalmente per capire come mai un piccola attività come quella potesse aver bisogno di così tanti frullatori.

Il vero Ray Croc

Arrivato sul posto conosce una nuova e incredibile realtà e innovazione nel campo della ristorazione, due fratelli: Dic e Mac McDonald hanno dato vita a questo fast food che con una predisposizione dei fornelli, postazioni di lavorazione e addestramento del personale in cucina che consente la realizzazione di menù per famiglia (panino, patatine e bibita) in pochissimi minuti, un luogo diverso dalle classiche Dinner Driving in voga in quei anni e con la possibilità di divenire un vero e proprio punto di riferimento per qualsiasi cittadino di qualsiasi fascia d’età e in qualsiasi orario della giornata. Erano gli anni Cinquanta, è nata la leggenda della catena di fast food più famosa al mondo: il regno McDonald’s.

Michael Keaton nei panni di Ray Croc

John Lee Hancock dirige un Michael Keaton strepitoso e in piena forma: basta assistere al primo monologo in apertura del film e vi renderete conto dell’estrema versatilità di questo attore e del mondo in cui si sa destreggiare davanti alla cinepresa. Il film si presenta come ogni pellicola di questo genere molto lenta e con una narrazione cronologica lineare e a pari passo con gli avvenimenti che hanno segnato la storia vera a cui si ispira. Il resto del cast, purtroppo, passa un po’ in secondo piano, certi personaggi sono poco delineati e con delle caratteristiche abbastanza anonime, ovviamente questo perché Keaton svetta fra tutti con una supremazia e una presenza scenica paurosa. The founder non è un film facile da gestire e tratta tematiche prettamente indirizzate sulle abilita manageriali di Croc che sfrutta il suo ingegno, la sua determinazione e a tratti la sua strafottenza per raggiungere il suo scopo. Questo film è il ritratto di una società che, a quei tempi, dava opportunità e occasioni alle persone determinate per compiere delle scalate incredibili e costruirsi un impero da zero, cosa che raramente potrebbe capitare oggi giorno, un po’ per la crisi contemporanea e un po’ perché persone di vecchio stampo con certe abilità e ideologie non ci sono più. Quello che ha conquistato il mondo e continua a regnare oggi sono le grandi aziende che hanno visto personaggi come il nostro Ray compiere imprese enormi, a eccezione forse dei nuovi manager di questi anni, arricchiti tramite il web e le tecnologie moderne, come Facebook, Amazon, Youtube e tante altre ancora.


C’è sempre un contrappeso, però, che tiene la bilancia in equilibrio, perché se da una parte nella vita di una persona le ambizioni e la carriera diventano il primo pensiero al mattino e l’ultimo prima di andare a dormire (concesso sempre che si dorma), c’è e ci sarà sempre una mancanza o un qualcosa che si dovrà sacrificare, e chi ci rimette? Ovviamente le persone che ruotano attorno alla vita di questi uomini e donne in carriera, familiari, amici e soprattutto partner, coniugi e amanti che soffrono le pene del mondo proprio come è ben descritto all’interno del film. Niente è dato per niente e se si vuole fare la differenza nel mondo del lavoro, la fa chi ci crede più degli altri, chi ha pazienza di non mollare mai e di continuare a fare tentavi anche contro il parere e il giudizio di chi osserva e scruta, spesso per invidia e gelosia.

Ray Croc ha fatto questo, ha seguito i suoi sogni a discapito della sua vita sociale, del suo matrimonio e lo ha fatto non sempre ricorrendo a onestà e lealtà, ma si sa questo è lo spietato mondo del lavoro dove non esistono atti di pietà o gentilezze, ma solo furbizia e scaltrezza. Non a caso a oggi Mcdonald’s è ancora una delle potenze a livello mondiale nella ristorazione, ma soprattutto nel campo dell’immobiliare e, statisticamente parlando, sfama più del 1% della popolazione terrestre (lo sapevate questo?).  Ma c’è una cosa che non vi dirò di questo film, la cosa più importante di tutte: cosa rende McDonald’s diverso da tutti gli altri fast food del mondo? Volete saperlo? Ve lo lascio spiegare da Ray Croc…

In programma alle 21.15 lunedì 3 aprile al Cinelandia di Como, martedì 4 e mercoledì 5 al Lux di Cantù per la rassegna Cinema di qualità. Biglietti a 2 euro.

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