The danish girl al San Teodoro

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Ci sono attori che attraversano un particolare stato di grazie: quando hanno per le mani un personaggio particolare, sostenuto da una regia solida e da una buona sceneggiatura, il risultato può essere eclatante. Quando ciò avviene per più film è possibile passare da una relativa oscurità alla fama internazionale. È il caso di Eddie Redmayne, protagonista di The danish girl di Tom Hooper, sullo schermo del Teatro San Teodoro giovedì 9 febbraio alle 21. Si è distinto partecipando a Elizabeth: the golden age , L’altra donna del re e a Les misérables, ma è esploso impersonando Stephen Hawkin per La teoria del tutto, meritando un Oscar per le sue impressionanti capacità mimetiche. Prima di diventare anche idolo dei ragazzini con il recente Animali fantastici e dove trovarli, ha dato prova definitiva delle sue doti in questo film dove veste i panni, principalmente femminili, di Einar Wegener, pittore che posando vestito da donna per un quadro della moglie, comprende di essersi sempre riconosciuto nell’altro sesso. Un caso che fece epoca, trattato con sontuosa delicatezza da Hooper, ben interpretato non solo da Redmayne, ma anche da Alicia Vikander che, a sua volta, ha meritato l’ambita statuetta hollywoodiana come attrice protagonista.

The danish girl (Gran Bretagna / USA, 2015, 120 minuti) di Tom Hooper con Eddie Redmayne, Amber Heard, Alicia Vikander, Matthias Schoenaerts e Adrian Schiller
Pittore paesaggista della Danimarca dei primi anni del Novecento, Einar Wegener ha vissuto due vite, la prima con una moglie a Copenhagen, e la seconda a Parigi come Lili Elbe. Infine ha tentato la prima operazione chirurgica della storia finalizzata al cambio di sesso. Attratto dall’abbigliamento femminile dopo un gioco erotico con la moglie e sempre meno capace di smettere di vestirsi e atteggiarsi da donna, nel corso di diversi anni Einar vuole lasciare il posto a Lili, che percepisce come un’entità separata. Aiutato e supportato attraverso molte difficoltà da una moglie da cui è sempre meno attratto, Einar fugge dalla medicina del proprio tempo che lo vuole internare o dichiarare schizofrenico e si rifugia nella chirurgia sperimentale, conscio che quella che intende provare è un’operazione mai tentata prima e dai rischi immani. Biglietti a 6 euro. In collaborazione con l’associazione Jonas Como.

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