Terramatta al Carroponte

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Una vigilia di Ferragosto particolare al Carroponte di via Granelli 1 a Sesto San Giovanni. Domenica 14 agosto alle 21.30 verrà proiettato Terramatta, un documentario che l’autrice, Costanza Quatriglio, descrive come «un film in soggettiva, e anche un po’ on the road, perché lui era un camminatore: andava a piedi ovunque e io ho filmato le strade pensando a come le percorreva lui. Strade lunghe e polverose, vicoli dolci e silenziosi. Un incedere ostinato e solitario, proprio come il ticchettio della sua macchina da scrivere». Lui è Vincenzo Rabito, un personaggio unico nella storia della nostra letteratura. Nato a Ciaramunti (Chiaramonte Gufi) in provincia di Ragusa, nell’ultimo anno dell’Ottocento, è cresciuto analfabeta lavorando come contadino. Prese la licenza elementare solo a 35 anni e scrisse un testo unico, mercuriale, imperfetto, ma rigoglioso di potentissime immagini: Rabito è stato bracciante e cantoniere, ha partecipato alla Prima e alla Seconda guerra mondiale (ha anche assistito allo sbarco degli Alleati in Sicilia) ed è riuscito a far studiare i suoi figli fino all’università. Nel 1968 prova l’irrefrenabile impulso di mettere nero su bianco la sua esperienza di vita e, armato di una macchina per scrivere, si chiude in casa all’insaputa di tutti. Finisce nel 1975, senza alcuna volontà di pubblicare l’opera, scoperta solo diversi anni dopo la sua scomparsa dal figlio Giovanni. È Einaudi a pubblicare, nove anni fa, Terramatta che diventa un caso letterario e ora anche un film, con immagini dell’Istituto Luce e di altri archivi, insieme a riprese della Chiaramonte Gulfi di oggi (con i tre figli dello scrittore), delle campagne siciliane e delle pagine originali del diario di Rabito, conservato nell’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano.

Terramatta (Italia, 2012, 75 minuti) di Costanza Quatriglio con Roberto Nobile. Ingresso libero.

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