Taxi driver, il classico di Scorsese sul grande schermo

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Le celebrazioni per il decennale dello Spazio Gloria proseguono (qui il calendario completo). Martedì 24 torna sul grande schermo un classico del cinema dei Settanta, a quarant’anni dalla sua realizzaione. È Taxi driver, film caposaldo di tutta la cinematografia statunitense, vero punto di svolta per il suo autore, Martin Scorsese, e per l’interprete principale, Robert De Niro.

Martin Scorsese e Robert De Niro sul set

Il cineasta aveva già realizzato dei film importanti: dopo l’esordio di Chi sta bussando alla mia porta (con Harvey Keitel) e il lungometraggio alimentare, peraltro ottimo, America 1929: sterminateli senza pietà, aveva convinto la critica con il duro Mean streets e aveva confermato le sue doti con il misurato Alice non abita più qui. De Niro aveva già in tasca un Oscar, arrivato per la sua straordinaria interpretazione del giovane Vito Corleone ne Il padrino parte II di Francis Ford Coppola. Con Scorsese aveva già lavorato proprio in Mean streets e i due amici si erano ripromessi di tornare a collaborare. La sceneggiatura di Paul Schrader convinse entrambi a raccontare la storia di Travis Bickle, reduce del Vietnam, insonne, conduce il suo taxi nelle notti fumose di una New York che non gli piace, non gli piace l’ambiente equivoco di prostitute e protettori (una giovanissima Jodie Foster e ancora Harvey Keitel sono quelli che incrociano la sua strada), non gli piace la crisi dei valori in cui si riconosceva, non gli piace neppure il candidato alle primarie, che segue solo per amore – non corrisposto – di una giovane politicamente impegnata (Cybill Shepherd). Alla fine prenderà una decisione estrema.

Il grande successo del film fece anche molto discutere. Travis diventa un vigilante, anche se la sua unica azione è, casualmente, indirizzata a delinquenti comuni (il suo primo obiettivo era, invece, l’uomo politico), ma la reazione entusiastica della critica (Palma d’oro a Cannes) e del pubblico agitò una società in crisi, a New York e in tutti gli Stati Uniti. Un anneddoto che rende bene l’idea del clima: Jodie Foster venne perseguitata da un fan che la confondeva con il personaggio rendendola vittima di uno stalking incessante fino a che l’uomo decise di attentare alla vita del presidente Ronald Reagan per imitare Travis Bickle. Un film che sconvolge ancora oggi.

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