Suspiria al cinema, 40 anni dopo

Suspiria al cinema, 40 anni dopo
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Profondo rosso cambiò la vita di Dario Argento, ma Suspiria mutò per sempre i canoni del giallo all’italiana. Il regista romano non è stato il primo – ha predecessori illustri come Mario Bava, per citarne solo uno – e forse neppure il migliore, ma la forza delle sue immagini è entrata nell’immaginario cinematografico nostrano, prima, poi mondiale, assicurando al cineasta una fama internazionale che lo accompagna ancora oggi. La trilogia degli animaliL’uccello dalle piume di cristallo (1970), Il gatto a nove code (1971) e 4 mosche di velluto grigio (1971) lo aveva già segnalato come artefice di notevoli film ad altissima tensione, dove spiccavano scene a tinte forti, anche fortissime, indimenticabili per gli spettatori. Cercò di affrancarsi dal genere subito dopo, con l’infelice divagazione storica de Le cinque giornate, una commedia con pochi spunti, prima di tornare al genere, superandolo, con quel capolavoro pop che è Profondo rosso (1975). Suspiria (1977) faceva un altro “passo nel delirio”, introducendo il sovrannaturale e inaugurando una seconda trilogia, quella delle Tre madri, proseguita subito con il confuso Inferno (1980) e terminata, invece, molti anni dopo con La terza madre (2007). A Como è lo Spazio Gloria di via Varesina 72 a proiettare il film, martedì 31 gennaio e mercoledì 1 febbraio (biglietti a 5 euro)

Dario Argento rivede Suspiria

Per festeggiare il quarantesimo anniversario, il film è stato restaurato in 4k: «Un restauro accurato delle quasi 1.300 inquadrature del film – spiega la produzione – nessuna delle quali uguale all’altra, scelta registica rivendicata più volte dal maestro», che a, questo proposito ricorda, «Uno dei traguardi che mi ero posto era quello di realizzare un film dove non ci fossero due inquadrature uguali o simili. Un film bizzarro, strano, nervoso, anche molto scatenato, che ben rappresentava quel particolare momento della mia vita». Le Nostre Signore del Dolore sono le stesse descritte da Thomas de Quincey nel romanzo Suspiria De Profundis (1845). I loro nomi sono Mater Lacrimarum (Nostra Signora delle Lacrime), Mater Suspiriorum (Nostra Signora dei Sospiri) e Mater Tenebrarum: (Nostra Signora delle Tenebre).

Suspiria (Italia, 1977, 97 minuti) di Dario Argento con Jessica Harper, Stefania Casini, Flavio Bucci, Alida Valli e Miguel Bosè
Desiderosa di perfezionarsi, Suzy, una giovane americana, vola in Germania, all’Accademia di Friburgo, la più famosa scuola europea di danza. Vi arriva in una tempestosa notte di tregenda e scorge una ragazza che ne fugge. Poi suona invano al campanello dell’Accademia: non la fanno entrare. Così deve riprendere il suo taxi e andarsene altrove per la notte. Intanto, la fuggitiva, Pat, trova rifugio da un’amica, ma è ossessionata da qualcosa che non vuole spiegare. Una mano sconosciuta sbuca da oltre la finestra del bagno e trucida la ragazza, mentre l’amica cerca invano di entrare. Il mattino dopo, Suzy ci riprova e stavolta l’algida miss Tanner la accoglie con fredda cordialità e la presenta all’insegnante, madame Blanc. Questa le rivela la tragica sorte di Pat e la ammonisce a stare attenta alle amicizie. Poi le spiega che per motivi tecnici non potrà alloggiare all’Accademia, ma in città, presso un’allieva del terzo anno, Olga. Suzy comincia a conoscere le altre allieve e nota che il clima non è sempre amichevole, ma i problemi veri saranno altri, quando inizierà a capire in quale luogo è veramente capitata.

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