Strike a pose! I ballerini di Madonna al cinema

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Arriva nelle sale italiane solo per due giorni, lunedì 5 e martedì 6 dicembre, Strike a pose, documentario realizzato da Ester Gould e Reijer Zwaan e distribuito da Nexo Digital, I Wonder Pictures e Fil Rouge Media in programma al Cinelandia di Como alle 20.30 e 22.15 e all’Uci Cinemas di Montano Lucino alle 20.30. È la storia di Luis Camacho, Oliver Crumes III, Salim Gauwloos, Jose Gutierrez, Kevin Stea, Carlton Wilborn e Sue Trupin, i sette ballerini che accompagnarono Madonna sul palco nel corso dello storico Blond ambition tour di 25 anni fa.

Blond ambition tour, 1990

Blond ambition tour, 1990

I’m Breathless non era considerato alla stregua di un nuovo, vero album di Madonna quando uscì, nel 1990. Ispirato, fin dalla copertina e anche nel titolo, al film – fumetto di Warren Beatty Dick Tracy, dove la cantante interpretava, appunto, il personaggio di Breathless, sembrava più un modo veloce di passare all’incasso sfruttando il successo della pellicola. Ma Madonna era (ed è) Madonna e quindi anche quel progetto venne curato con la massima attenzione al dettaglio. Il singolo di lancio era Vogue: ottenne un successo planetario strepitoso, sei milioni di copie vendute nel mondo. Anche il videoclip divenne un classico, con l’invito «Strike a pose» e il vogueing, un ballo che imitava le immagini e le pose plastiche dei modelli diretti da David Fincher (all’epoca autore di numerosi altri video musicali, passato al cinema con un non troppo convincente Alien3, negli anni divenuto uno dei registi di punta della nuova Hollywood con SevenFight club e altri classici contemporanei).

Per queste ragioni in quei mesi poter condividere il palcoscenico con Madonna si trasformò nel sogno proibito di molti artisti. Un sogno che divenne realtà per i sette giovani ballerini americani scritturati per accompagnare la pop star nel controverso, ma ormai mitico tour del 1990, che fece scandalo con il suo mix di sesso e religione. Strike a pose, presentato in anteprima mondiale all’ultimo Festival di Berlino e quindi a Biografilm Festival – International celebration of lives di Bologna, inquadra le storie dei sette che, un quarto di secolo dopo, in una reunion voluta da tempo, raccontano come sono cambiate le loro vite e i retroscena di quel periodo epico.

«La vera intenzione del film è quella di scoprire come questi ballerini hanno reinventato le loro vite una volta che le luci del successo si sono spente – hanno spiegato i realizzatori – Truth or dare, il documentario del 1991 tratto dal Blond ambition tour, fu un punto di svolta per la cultura gay, un film mainstream, un successo al box office che includeva una scena con un bacio tra due uomini. Madonna lo utilizzò per prendere posizione sui diritti degli omosessuali, sulla libertà di espressione e sulla lotta contro l’Aids, facendo del suo corpo di ballo l’icona stessa della libertà sessuale e spronando i suoi fan in tutto il mondo a essere quello che erano, in totale libertà. In seguito, però, tre dei suoi ballerini fecero causa alla cantante accusando il film di aver invaso la loro privacy. Questo fatto evidenzia il paradosso che Strike a pose cerca di svelare, tra libertà e diritto alla privacy, intimità e diritto alla libera espressione».

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