Spider – Man torna a casa… Marvel!

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In casa Marvel sanno benissimo qual è l’ingrediente necessario per una buona riuscita commerciale e narrativa di un blockbuster efficace e di risalto: la continuity! E sapete perché? Perché è quella che ti incuriosisce, ti fa diventare matto, è capace di ossessionarti per scovare tutte le connessioni che portano, storia dopo storia, i nostri paladini della giustizia mascherati a ritrovarsi a far parte di un ciclo di saghe senza più fine, sempre più fitte e complesse.

Spider – Man e Iron Man in un fantasioso team – up che prende vita proprio in questo nuovo episodio

Nulla di così originale, ma se consideriamo che gli artefici migliori in questo genere sono sempre stati loro non c’è che da ammirare il come siano riusciti a trasportare in casa Marvel ciò che comunemente viene realizzato nelle storie a fumetti (le loro), con una strategia di narrazione cinematografica senza precedenti che altre case di produzione stanno emulando in parecchi film recenti.

Spider – Man homecoming rappresenta il punto di arrivo di una tortuosa e inaspettata collaborazione con la Sony, detentrice dei diritti cinematografici dell’Uomo Ragno, e la Marvel Studios, oramai capofila che tessa le trame di questo milionario cinematic universe. Sony arriva da una diversa e deludente storia di saghe che negli ultimi capitoli non hanno avuto molto successo.

Tom Holland, il nuovo protagonista del franchising Spider – Man: un investimento duraturo data la sua giovane età, 18 anni!

Il film di Jon Watts è cosi fluido e fresco che se volessimo fare una similitudine direi che è come decidere di mangiare leggeri e darsi a un bel piatto di insalata e bresaola, per non avere pesantezza di stomaco e poter essere comunque esenti da attacchi di sonnolenza. Un film che scorre, nonostante i suoi 133 minuti, e lo fa in modo giovanile e contemporaneo, come un teenager. Infatti Peter Parker, questa volta, è interpretato da una persona realmente giovane, tanto da sembrare un vero liceale. Tom Holland è la star del film e si merita di esserlo: con il suo fare umile e divertente infonde simpatia e goffagine, rimanendo fedele alla versione fumettistica del supereroe.

Robert Downey Jr. e Tom Holland: l’ingresso di Iron Man avrà una fondamentale importanza nella vita di Peter Parker

Non sto dicendo di aver visto un film perfetto, impegnativo e profondo, ma se devo dire cosa mi aspetto da un film su Spider – Man… Beh, direi che in questo episodio mi sono trovato d’accordo con tutte le scelte di sceneggiatura e di regia del film. Punto a favore, naturalmente, la presenza dell’omnipotente Tony Stark / Iron Man che incide parecchio sull’evoluzione del personaggio. Stiamo parlando ovviamente della mascotte di casa Marvel, Robert Downey Jr. Altro punto a favore è la mancata ripetizione delle origini del personaggio, che vengono semplicemente citate in qualche dialogo, perché ormai lo sappiamo come è nato Spider – Man e per una volta è bello evitare tutta la solita trafila vista e rivista del ragno radioattivo e dello zio scomparso.

Michael Keaton, da Batman all’Avvoltoio, dal supereroe al supernemico. Unica cosa che non cambia? La maestosa bravura

Anche i personaggi sono diversi e rinnovati – Flash Tompson per primo – per non parlare di zia May che, questa volta, ha le sembianze della fascinosa Marisa Tomei. Tornano persino Jon FareveuGwyneth Paltrow nei rispettivi ruoli di Happy Hogan e Pepper Potts. Il nemico è diverso dalla solita schiera di nomi già vista in altre occasioni, e stiamo parlando dell’Avvoltoio, interpretato dal maestoso Michael Keaton.

La storia è semplice, curata bene per non essere pesante, ripetitiva e complessa. Uno Spider – Man meno epico del solito, più umano e più “aiutato” dal suo costume, finalmente contestualizzato alle concrete possibilità del suo possessore. Sì, perché mi sembra davvero ovvio che uno studente liceale senza reddito non possa permettersi un costume in lattex ergonomico e degli spara – ragnatele ultra moderni, cosa che, a quanto pare, si sono domandati in pochi negli ultimi 17 anni di cinecomics. E ora ecco la genialata di inserire l’intervento del plurimiliardario, playboy e filantropo Stark che dona a Parker uno strumento con cui poter combattere il crimine.

Spider – Man homecoming, dunque, ha passato il test di ammissione e può tranquillamente contribuire ad comporre quell’enorme puzzle che fa parte dell’immenso universo narrativo Marvel. Zero minacce planetarie, zero spettatori sotto il grattacielo che imprecano o glorificano il tessiragnatele con la solita parata di bandiere americane che sfilano per le strade di New York, soprattutto zero storie d’amore impossibili e ridicole: un Peter Parker più simile a a un vero teenager e una società, attorno alle vicende dei protagonisti, più  contemporanea e più veritiera, che reagisce in maniera realistica.

Spider – Man tornera per allearsi con gli Avengers e i Guardiani della Galassia nel prossimo film, Infinity war, in uscita nel 2019 e diretto dai fratelli Russo

In attesa di vedere il nostro eroe unirsi alla combriccola per l’epico finale di Infinity war nel 2019, questo episodio ci avvicina a uno Spider – Man  decisamente più adatto alle richieste dei fan e degli appassionati di fumetti, perciò non posso che ricordarvi che da grandi film derivano grandi spettatori, e noi non vogliamo  esser da meno, perciò se siete amanti di questo genere e della Marvel lanciatevi in sala e godetevi lo spettacolo: Bimbo – Ragno è tornato! Ehm… volevo dire Spider – Man!

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