Snowden visto da Stone per la Coda del Cineforum

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Snowden è il film di Oliver Stone dedicato a Edward Snowden, la persona cui si devono le rivelazioni sul caso Nsa scoppiato quattro anni fa e che ha dato il via a un accesso dibattito sul tema della sorveglianza di massa e sui rischi di una società orwelliana. Il film sarà proiettato a Como al cinema Astra il il 2 e 3 maggio per la Coda del Cineforum. Uscito lo scorso autunno, il lungometraggio è uno di più riusciti di Stone e ha fatto molto parlare di sé in patria. Ma chi è Edward Snowden? E cosa gli dobbiamo? Lo abbiamo chiesto a Philip Di Salvo, comasco, ricercatore dell’Università della Svizzera italiana e giornalista per Wired e Vice che si è occupato di questi temi e che ha intervistato Edward Snowden.

Chi è Edward Snowden? L’uomo della verità o una spia?

Philip Di Salvo

Edward Snowden è un whistleblower (letteralmente «colui che soffia nel fischietto»), una persona che, nello svolgere il proprio lavoro, ha scoperto attività che erano illegittime, immorali e illegali e, per senso civico, ha deciso di rivelarle all’opinione pubblica nella speranza di ispirare un cambiamento e delle riforme. Nel suo caso, Snowden era un ex dipendente di una società di intelligence che collaborava con i servizi segreti americani e con la National Security Agency (Nsa) in particolare. Svolgendo il suo lavoro Snowden, ha scoperto come numerosissimi programmi di intercettazione di questa agenzia e di quelle a lei più strettamente alleate avevano la capacità di violare e raccogliere le comunicazioni private degli utenti di Internet su vastissima scala negli Usa e in tutto il mondo. Snowden, fornendo ad alcuni giornalisti una quantità enorme di documenti riservati, ha di fatto dato prova fattuale di come gli Usa abbiano la capacità di operare attività di sorveglianza di massa su Interent in totale violazione della privacy dei cittadini e senza effettivi controlli contro eventuali abusi, attività in aperto contrasto con la democrazia. Spesso si tende a parlare di Snowden nella dicotomia eroe / traditore, ma lui stesso ha dato una definizione di sé che trovo molto efficace: parlando della sua vicenda, disse che quest’ultima era la dimostrazione di cosa possono fare le persone comuni in circostanze straordinarie. A Snowden dobbiamo il più importante dibattito sui diritti in rete degli ultimi decenni e alcune riforme importanti in questo senso.

Il vero Edward Snowden (Gage Skidmore / Flickr Creative Commons / BY-SA 2.0)

Stone, in passato, ha dedicato film a temi caldi e a personaggi controversi, sempre con mano abbastanza pesante. Quanto Snowden c’è nel film, e quanto Stone?

Oliver Stone

Si tratta certamente di un film di Oliver Stone a tutti gli effetti, con i pregi e i difetti del caso. Quello che ho apprezzato di più della pellicola, però, è il tono: Snowden è un film fatto per parlare al grande pubblico e non agli specialisti e al netto di qualche inevitabile semplificazione e licenza finzionale, tratta il tema nel modo giusto riuscendo a far arrivare temi molto tecnici e contorti con efficacia. Essendo un biopic i toni sono spesso un po’ agiografici ma Oliver Stone è onesto nel non nascondere le sue posizioni sulla materia: per lui – e per me – Edward Snowden è un uomo che si è sacrificato per servire la democrazia e l’interesse pubblico. Il film, inoltre, è uscito nel mezzo della campagna #PardonSnowden con la quale diverse Ong cercavano di convincere Barack Obama a concedere la grazia a Snowden. Nonostante la risposta popolare, Obama ha deciso di non intraprendere questo passo e Snowden è ancora accusato di diversi crimini, compreso lo spionaggio, e rischia, qualora tornasse negli Usa dalla Russia – dove si trova contro la sua volontà – una sentenza che lo porterebbe con ogni probabilità dietro le sbarre per il resto della sua vita. Chi volesse approfondire questi temi e la vicenda di Edward Snowden può guardare anche Citizenfour, il documentario di Laura Poitras girato in presa diretta nel 2013 in occasione del primo incontro tra Snowden e i giornalisti che portarono il caso Nsa in superficie.

Joseph Gordon – Levitt interpreta Edward Snowden

Non è facile calarsi nei panni di un personaggio vivente e ancora nel pieno delle sue vicende. Joseph Gordon – Levitt c’è riuscito?

Ho trovato la sua prova molto ben riuscita. Il film è incentrato sull’uomo – Snowden e uno dei suoi pregi maggiori è riuscire a far passare la convinzione, l’intelligenza, il coraggio e il carattere risolto di Snowden. Qualsiasi intervista o intervento pubblico di Snowden fa trasparire un senso di serenità che colpisce, alla luce dei fatti e dei pericoli cui il whistleblower è ancora esposto. Credo che una scena in particolare dica tutto in questo senso. E gli spettatori lo noteranno: alla prima italiana di Roma scoppiò un applauso in sala nonostante il film non fosse ancora finito.

Snowden (Usa / Germania, 2016, 134 minuti) di Oliver Stone con Joseph Gordon-Levitt, Shailene Woodley, Melissa Leo, Zachary Quinto e Tom Wilkinson
Nel 2013, barricato in una stanza d’hotel ad Hong Kong, il ventinovenne Edward Snowden, ex tecnico della Cia e consulente informatico della Nsa, ha rivelato, dati sensibili alla mano, al quotidiano inglese The Guardian e alla documentarista Laura Poitras, l’esistenza di diversi programmi di sorveglianza di massa, programmi di intelligence secretati, che garantiscono al governo statunitense un livello di sorveglianza estremamente invasiva e contraria ad ogni diritto alla privacy sul proprio territorio e sul resto del mondo, fatta passare con l’alibi della sicurezza. Biglietti a 5 euro.

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