Sicilian ghost story apre il Lake Como Film Festival

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La quinta edizione del Lake Como Film Festival si apre domenica 25 giugno con la proiezione di Sicilian ghost story, film vincitore del Nastro d’Argento per la fotografia e la sceneggiatura, presentato al Festival di Cannes di quest’anno. La pellicola, che ha avuto un ottimo riscontro di pubblico e critica, è ispirata alla vicenda del rapimento e dell’omicidio del quindicenne Giuseppe Di Matteo, avvenuti per mano della mafia nel 1996, a Palermo.

«Questo terribile fatto di cronaca ha avuto un forte impatto sull’opinione pubblica e ha segnato profondamente le coscienze di tutti, in particolar modo di chi, in quegli anni, viveva in Sicilia – raccontano i registi Fabio Grassadonia e Antonio Piazza – e sull’onda di quanto accaduto, entrambi abbiamo deciso di allontanarci dalla nostra terra, per avere orizzonti e prospettive diverse. Ma la storia di Giuseppe ci è rimasta dentro e abbiamo, per molto tempo, cercato il modo di raccontarla, senza riuscirci. Nell’estate del 2011, la lettura di un racconto di Marco Mancassola ci ha mostrato la via giusta: nel testo, infatti, l’intuizione narrativa e artistica dell’autore era quella di innestare, su un dato di realtà che non veniva tradito, un’invenzione fantastica, che apriva alla possibile redenzione della vittima. Da qui è nato il nostro approccio alla vicenda e la decisione di raccontarla, pur nella sua cruda verità, da un punto di vista diverso, che potesse accogliere tutto ciò che al bambino, nella parte terminale della sua vita, è stato negato, cioè l’amore. In questo caso, l’amore di una sua coetanea, Luna, che non si rassegna ed è disposta a fare qualunque cosa per salvarlo».

Fabio Grassadonia e Antonio Piazza (Foto di Giulia Parlato)

Forte è la componente immaginativa e il riferimento al mondo delle favole, al folklore delle fiabe siciliane e ai miti greci, come quello di Persefone. «Abbiamo voluto rappresentare alcune figure chiave presenti nell’universo fantastico – proseguono – come la madre di Luna, dipinta come una tipica matrigna, o i carcerieri di Giuseppe, che abbandonano il realismo iconico mafioso e si trasformano in veri e propri orchi cattivi. Questo ha permesso al film di avere un forte impatto emotivo sul pubblico, specialmente su quello più giovane, che è per noi la cosa più gratificante, tanto che da settembre inizieremo un ciclo di proiezioni all’interno delle scuole per far conoscere ai ragazzi la storia, purtroppo dai più dimenticata, di Giuseppe Di Matteo».

Il ritorno a un cinema d’autore, che ha riacquistato forza, dignità e capacità di coinvolgere lo spettatore è ciò che si evince dalle parole di Grassadonia e Piazza, che riconoscono in Paolo Sorrentino e Matteo Garrone due figure fondamentali in questo processo. «La grande difficoltà del cinema italiano oggi non è tanto nei contenuti ma nella sua distribuzione e promozione, soprattutto sul territorio nazionale. Fortunatamente ci sono occasioni come il Lake Como Film Festival, che sanno dare il giusto spazio a queste produzioni».

Sicilian ghost story (Italia, 2017, 120 minuti) di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza con Julia Jedlikowska, Gaetano Fernandez, Corinne Musallari, Andrea Falzone e Federico Finocchiaro
Luna, una ragazzina siciliana con la passione per il disegno, frequenta un compagno di classe, Giuseppe, contro il volere dei suoi genitori, soprattutto della rigida madre che viene dalla Svizzera, perché il padre di lui è coinvolto con la malavita. Giuseppe porta lo stesso nome di Giuseppe Di Matteo e come lui scompare misteriosamente, al termine di un pomeriggio passato insieme a Luna. Lei non si dà pace, entrando in conflitto sia con la famiglia, sia con i compagni di classe e nel crescendo drammatico del film anche con la migliore amica. La certezza che Giuseppe si possa salvare le viene dai suoi strani sogni e da un terribile evento, in cui quasi annega in un lago e le sembra di ritrovare il ragazzo in una sorta di antro subacqueo. La realtà però è assai meno magica e molto più terribile.
La proiezione è prevista alle 21.30 nella sede dell’Università dell’Insubria e sarà preceduta, alle 21, dall’incontro aperto al pubblico con i registi.

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