Sense8, menti connesse nella serie cult targata Wachowski

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A volte capita di lasciarsi trascinare dalle atmosfere, dallo spirito che le feste sanno infonderti perché, in fondo, a seconda dell’importanza che gli diamo, servono proprio a darci il pretesto per stare insieme, per sentirci più buoni, per aver voglia di continuare a credere nelle persone e ciò, in fondo, ci fa stare bene. Questo potrebbe succedere nel mondo ogni giorno se solo lo volessimo, non solo attorno noi, ma ovunque: culture diverse, paesi e origini differenti, ma racchiusi in un unico popolo, fratelli e sorelle di un’immenso universo. Sense8 è questo, l’essenza di essere umano, con i suoi difetti, con i suoi pregi, nella propria fragilità e nell’essere strano, pazzo, folle e imprevedibile proprio come il destino se ci vogliamo credere.


La serie, di produzione Netflix, proprio in questi giorni ha lanciato sulla piattaforma la prima puntata della nuova stagione del serial, e guarda caso proprio con un episodio speciale tutto Natalizio. La serie, nata dalla creatività delle sorelle Wachowski, conosciuti ai tempi come i fratelli Wachowski, ideatori e registi di film celebri come Matrix e Cloud atlas, e con la collaborazione di J. Michael Straczynski, famoso sceneggiatore e noto autore di storie celebri del fumetto americano come quelle di Spiderman, Fantastici Quattro e X-Men (per citarne solo alcuni) e di altre serie televisive di culto come Babylon 5, parla di otto persone sparse nel mondo con un’abilità speciale, quella di potersi collegare fra di loro mentalmente. Un collegamento sensoriale che tramuta la vita di ogni componente della cerchia in una serie di eventi sconvolgenti, se non addirittura assurdi. Queste persone, ignare di tutto quello che ne consegue, cercano di convivere con questo potere mistico fino a quando non sorgono i primi problemi derivati da un inseguitore misterioso e degli incubi ricorrenti che fanno intendere ai protagonisti di essere in serio pericolo.


Otto persone da diversi angoli del mondo: Doona Bae interpreta Sun Bak una ragazza coreana esperta in arti marziali e figlia di un potente imprenditore industriale. Aml Ameen è Capheus (sostituito per controversie con i registi da Toby Onwumere nella seconda stagione), ragazzo di Nairobi che fa l’autista per i pullman ed è un appassionato di cinema, soprattutto dei film di Van Damme. Nomi Marks, interpretata da Jamie Clyaton, è una blogger esperta d’informatica e hacker a San Francisco. Tina Desai è Kala Dandekar, una chimica farmaceutica di Mumbai. Tuppence Middleton diventa Riley Blue, una dee-jay islandese residente a Londra. Max Riemelt prende i panni di Wolfgang Bogdanow che fa lo scassinatore a Berlino. Miguel Ángel Silvestre interpreta Lito Rodriguez, celebre attore, omosessuale non dichiarato, a Città del Messico. Brian J. Smith è il poliziotto tuttofare Will Gorski da Chigago. Questo è il cast principale dello show: gli otto personaggi collegati fra loro, nati lo stesso giorno alla stessa ora che, inspiegabilmente, riescono a incontrarsi materializzandosi nei luoghi in maniera intangibile e soltanto visibili e udibili fra di loro. I ragazzi dovranno cominciare a fidarsi l’un l’altro per poterne venire a capo e non farsi catturare da una famosa corporazione che ha lo scopo di eliminarli. Fra loro spunta Whispers il cattivone di turno, interpretato da Terrence Mann, senziete rivoltoso che per strani motivi da la caccia ai suoi simili.


I nostri Sense8 sono aiutati da altri personaggi durante le loro avventure, come Angelica che, interpretata da Daryl Hannah, è la guida sprirituale del gruppo e Jonas (Naveen Andrews), appartenente a un altro gruppo di senzienti, che si offre di dare loro una mano. I senzienti impareranno a sfruttare a seconda delle loro capacità le caratteristiche di ognuno di loro per far fronte ai problemi che si porranno davanti. Tra rapporti sentimentali, conflitti lavorativi, guai con la legge e giudizi e critiche avventate, i giovani ragazzi troveranno conforto fra di loro dimostrando ancora una volta allo spettatore che una delle cose più grandi e importanti della nostra vita è la condivisione che ci rende vivi, felici, consapevoli di non esser soli.


Le sorelle Wachowski danno vita a un’opera di forte impatto culturale, un inno alla gioia di vivere, bella da vedere esteticamente e tecnicamente, armoniosa con i suoi ritmi incalzanti e mai scontata. Colpi di scena ben disseminati e scene d’azione veramente ben realizzate con scambi di battute a effetto e un montaggio adrenalinico che continua a stupire per la sua composizione straordinaria. I passaggi tra una location e l’altra, i dialoghi intrecciati, gestiti con superbia, danno l’effetto desiderato di trasposizione. I momenti di condivisione delle emozioni tra i personaggi sono così vividi e intensi da lasciare senza fiato, da commuovere, in alcuni casi, proprio come è successo a me in certe situazioni.


L’inconscio umano è inspiegabile, ma con questo dipinto che avrete davanti ai vostri occhi incomincerete ad apprezzarne tutte le sue peculiarità in ogni sua sfaccettatura, dai rapporti d’amore, soprattutto, vissuti da diversi punti di vista e di diverso orientamento sessuale. Poi la famiglia e l’amicizia, quella forte, duratura, indistruttibile. In Sense8 c’è questo e molto altro, tutto da scoprire e da godere per una percezione dei sensi che non vi deluderà se siete amanti delle trame complesse e intrecciate ma soprattutto se avete voglia di lasciarvi andare ed emozionarvi. Bello da vedere e da ascoltare, nelle dieci puntate della prima stagione e in questa speciale di Natale (uscita il 23 dicembre) vi sono dei momenti narrati con delle canzoni che racchiudono lo stato d’animo che viene condiviso nel gruppo dei senzienti. Quelli, a mio avviso, sono i momenti più belli e intensi della serie e sono quelli che volendo vedere ti fanno rivivere alcuni film della nostra vita, ricordi, emozioni e sentimenti. La morale di tutto questo è semplice: non siamo soli, e soprattutto, non bisogna aver paura di essere come siamo, con i nostri pro e i contro, bisogna sapersi lasciare andare e seguire l’istinto e il cuore anche se sappiamo che potrebbe far male, ma questo fa parte del gioco.


Con questa recensione (e consiglio) di questa splendida serie, colgo l’occasione per farvi i miei più sinceri auguri di buone feste e di felice anno nuovo e non c’è modo migliore, per chi come me ama il cinema in tutte le sue forme, di assistere a dei bei momenti di intrattenimento che infondo ti fanno riflettere ma soprattutto ti fanno stare bene e per questo non serve essere collegati sensitivamente, basta essere solo un po’ più propensi a volersi bene e saper convivere con il prossimo .

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