Rocco e i suoi fratelli, integrale, restaurato, meraviglioso

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Un classico della storia del cinema, con una scena importante girata a Bellagio – dietro alla macchina da presa c’era il “comasco” Luchino Visconti – e un lungometraggio inedito che ci invita a gettare uno sguardo differente sulla Russia contemporanea. È, come sempre, ricco e interessante il programma del Lake Como film festival che, mercoledì 20 luglio alle 18.30, propone il primo titolo in concorso per Longscapes. È Under electric clouds di Aleksej German Jr. I cinefili esperti di cinematografia sovietica riconosceranno in questo cineasta il figlio di un grande artista. Aleksej German padre è stato uno dei registi più importanti, osteggiato dalla nomenclatura di Mosca, autore di poche, personalissime pellicole. Il figlio ne sta ripercorrendo le orme con eccellenti risultati se è vero che The last train, nel 2003, ha vinto la menzione speciale nella sezione Nuovi territori della Mostra del Cinema di Venezia nel 2003 e il successivo Paper soldier ha vinto il Leone d’argento per la miglior regia e l’Osella per la migliore fotografia, sempre in Laguna. In questo film racconta in sette episodi la storia del suo Paese, con rigore e intensità.

Under electric clouds (Russia / Ucraina / Polonia, 2015, 138 minuti) di Alexey German con Lui Frank, Merab Ninidze, Viktoria Korotkova, Chulpan Khamatova e Piotr Gasowski (ingresso a 5 euro)


Alle 21.30 ci si sposta nell’Arena del Teatro Sociale per il capolavoro Rocco e i suoi fratelli. Definire “comasco” Visconti è, forse, una forzatura, ma è indubbio che i legami del regista con il Lario, con Cernobbio, con la sua Villa Erba siano stati fortissimi. E, anche per una questione di verosimiglianza, non ebbe esitazioni quando si trattò di girare alcune scene in cui Simone e Nadia (ovvero Renato Salvatori e Annie Girardot) fanno una gita domenicale: come tanti milanesi eccoli a Bellagio, aggiungendo una scena di certo non superflua all’economia del lungometraggio visto che a quei momenti di spensierato idillio si contrappone una scena successiva che costò a Rocco e a Visconti le ire della magistratura. Simone è uno dei fratelli di Rocco (Alain Delon) e scopre che la sua ex amante lo ama, riamata. Li segue, picchia l’uomo e stupra brutalmente la donna. Momenti che, nel 1960, non potevano passare indenni alle maglie della censura che impose la bellezza di 15 minuti di scene “oscurate”, di fatto stuprando, a sua volta, un’opera oggi inserita tra i 100 film italiani da salvare e, fortunatamente, restaurata in HD dalla Cineteca di Bologna che ha reintegrato tutte le scene tagliate. È questa versione, proiettata in anteprima l’anno scorso al Festival di Cannes, quella che incanterà l’Arena.

Rocco e i suoi fratelli (Italia, 1960, 180 minuti) di Luchino Visconti con Alain Delon, Renato Salvatori, Claudia Cardinale, Annie Girardot, Claudia Mori, Corrado Pani, Paolo Stoppa, Nino Castelnuovo, Adriana Asti e Franca Valeri (biglietti a 8 euro).

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