8208 Lighting design festival: la performance e le opere

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Siamo a Villa Olmo, all’evento di apertura del Lighting design festival. Si parla di una nuova luce in città: cinque installazioni luminose stanno per essere accese, e nelle prossime settimane le opere site-specific daranno vita a Como e ai suoi scorci più caratteristici. All’inaugurazione vengono presentati il programma e il concept del Festival, scopriamo le radici del progetto in una voglia di investire sul territorio, sui giovani e sulla cultura. Oltre alle installazioni luminose, cuore del Lighting design festival, sono in programma iniziative parallele quali talk, workshop, conferenze ed eventi: portando l’arte al di fuori dei luoghi comuni, l’obiettivo è quello di analizzare la tematica della luce andando al di là del suo ruolo nel contesto urbano.

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Dopo aver ascoltato le parole di alcuni degli artisti coinvolti nel progetto, abbiamo la possibilità di assistere alla live performance del collettivo artistico Otolab, Punto zero. È qui che sento il festival prendere vita: ci troviamo immersi in un cerchio di luci e suoni coinvolgenti e totalizzanti. Il pubblico sembra colpito, cerco quindi di catturare qualche riflessione a riguardo.

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«Una performance notevole – commentano Jasmine e Francesco – Una profonda esperienza psichedelica. Hanno smontato le nostre percezioni, i giochi di ombre facevano sembrare i rilievi della sala in movimento. Abbiamo trovato interessante il lavoro sullo spazio modellato dalla luce». Serena e Valentina la definiscono una performance alienante, qualcuno invece nota il buon sync fra suoni e luci.

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Mi dirigo verso il centro della città, curiosa di capire e conoscere le giovani creazioni. Passo da Traiettorie orbitali al Broletto e colgo la scritta Human? sulla facciata del Teatro Sociale, arrivo in Piazza San Fedele e vengo rapita dai tanti piccoli specchi che compongono Frammenti di realtà, scopro che Porta Torre accoglie Limen, installazione interattiva perennemente in dialogo con il fruitore, e non mi lascio scappare nemmeno Rhizome al molo di Sant’Agostino con il suo reticolo di neon.

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Cinque opere distinte che utilizzano la luce – dalla fibra ottica ai led – e ne indagano le potenzialità in modo radicalmente diverso, opere che ci invitano a guardare con occhi diversi i luoghi cui siamo abituati, opere che dialogano con il tessuto urbano e l’architettura. Oltre che di tecnologia e design, parliamo di arte che porta a riflettere sulle tematiche più varie. Un Lighting Design Festival da vivere e approfondire, in un novembre che mai è stato più ricco in quel di Como.

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(Foto di Andrea Butti / Pozzoni)

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