Queen, la prima Bohemian Rhapsody al cinema

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Queen, un nome di enorme popolarità ancora oggi, a 25 anni dalla morte di Freddie Mercury. Hanno venduto milioni di dischi in tutto il mondo, realizzando decine di canzoni celeberrime: non c’è competizione sportiva in cui, all’atto della proclamazione, non parta We are the champions. We will rock you è stata adattata in mille modi (pefino da Elio e le Storie Tese). Non ci sarebbe Lady Gaga se non ci fosse stata una Radio Ga Ga, in tv i telegiornali utilizzano Who wants to live forever, Show must go on, I want it all, Another one bites the dust per commentare le immagini dei servizi. Ma LA canzone del quartetto, per eccellenza, rimane Bohemian rhapsody: in poco meno di sei minuti tutto l’estro creativo di Mercury, Brian May, John Deacon e Roger Taylor esplode in un turbine di variazioni che vanno dal coro a cappella dell’inizio, alla ballata romantica che si tinge di accenti glam prima di lasciar spazio all’incredibile pastiche operistico della sezione mediana: parole nonsense (GALILEO!), luoghi comuni della lirica rimescolati con grande divertimento prima di lasciar spazio a un micidiale assolo di chitarra per poi riportare tutto a casa con un finale prima epico e poi romantico (e, ciliegina sulla torta, nell’album A night at the opera segue la personale interpretazione dell’inno nazionale Good save the Queen, a rendere il tutto ancora più forte). Il tutto amplificato dal primo videoclip propriamente detto della storia della tv.

Ma in concerto non era possibile replicare tale complessità (anche perché le voci erano quasi tutte di Freddie, stratificate numerosissime volte) e, lo sanno i fan che hanno assistito a una performance di un quartetto che per tutti gli anni Settanta ha posto in calce agli album orgogliosamente la dicitura no synthesizers, in scena la parte centrale di Bohemian rhapsody era affodata alla registrazione originale, con un notevole effetto anticlimax anche se il pubblico sopperiva cantando felice (Mamma mia! Mamma mia! Mamma mia, let me go!). Ma non è sempre stato così: il momento migliore di questo concerto della vigilia di Natale del 1975, con la prima esecuzione del brano in pubblico, è proprio Bohemian rhapsody che, improvvisamente, si trasforma in Killer queen, complice la linea pianistica simile, tracima in The march of the black queen per poi riprendere nel finale. È solo una delle tante chicche di questa performance di oltre quarant’anni fa, che resterà in sala solo per tre giorni, il 16, 17 e 18 maggio. Il concerto viene proposto in versione rimasterizzata e restaurata in Ultra HD con surround sound.

Questo evento cinematografico comprende anche 25 minuti di immagini e interviste inedite, con materiale d’archivio, come la prima intervista televisiva di sempre al gruppo, alcuni spezzoni dei video di Keep yourself alive e Liar, un’esibizione a Top of the pops (in cui eseguono Now I’m here) e momenti dei concerti svolti a Hyde Park, al Rainbow e all’Hammersmith.

Queen: a night in bohemia (Gran Bretagna, 2016, 96 minuti) di Tom Corcoran con Freddie Mercury, Brian May, John Deacon e Roger Taylor. Biglietti a 11 euro.

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