Quarto potere: il film più bello del mondo al Carroponte

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Il più bel film di sempre. Un’esagerazione? Forse, ma Quarto potere, opera prima e capolavoro di Orson Welles, sullo schermo del Carroponte di via Granelli 1 a Sesto San Giovanni domenica 20 agosto alle 21.30, è sicuramente tra le opere fondamentali e imprescindibili della settima arte e, a 76 anni dalla sua prima proiezione, incanta ancora la critica e il pubblico. Ne sono passati più di cento dalla nascita e più di trenta dalla scomparsa di Welles, mercuriale uomo di spettacolo, polimorfo attore, autore, regista, produttore, perfino illusionista, negli ultimi anni anche operatore, direttore della fotografia e montatore. Uomo di teatro passato al cinema con una lunga parentesi alla radio, ha caratterizzato con la sua bulimia artistica mezzo secolo di visioni. Eppure, come è noto, Citizen Kane – tanto più calzante il titolo originale di quello della versione italiana, per non menzionare l’orrenda e inspiegabile trasformazione di Xanadu, la smisurata dimora del protagonista, in una non meglio precisata Kandalù – è, a conti fatti, l’unico lungometraggio portato a termine da Welles senza intoppi.

Tutta la vita in un film: Orson Welles (24 anni nel 1941) è Charles Foster Kane dall’adolescenza alla vecchiaia

Tutto quello che si vede sullo schermo rispetta la sua visione, senza tagli e rimaneggiamenti dei produttori (come accadde all’immediatamente successivo L’orgoglio degli Amberson e a L’infernale Quinlan), senza infinite vicissitudini produttive (come quelle che martoriarono la trilogia shakespeariana di Macbeth, Othello e Falstaff, cui Welles avrebbe voluto far seguire un Mercante di Venezia di cui rimangono poche, povere immagini), senza i troppi compromessi imposti da un precario stato finanziario (affliggono La signora di Shanghai, Rapporto confindenziale e Il processo), senza la sfiducia anche del regista (che non credeva troppo a Lo straniero e lo dà a vedere da entrambi i lati della macchina da presa) o la frammentarietà delle ultime opere (il breve e impenetrabile Storia immortale e l’ultimo F come falso) per non parlare di quelle incompiute (Don Quixote, di cui circola un brutto montaggio lacunoso e The other side of the wind che, di contro, pare prossimo all’uscita, quarant’anni dopo).

Virtuosismi anche dietro alla macchina da presa per il regista esordiente

Un uomo che molto volle, tanto osò, talvolta ottenne, ma soffrì molto, quasi come Charles Foster Kane, il suo alter ego in“Quarto potere. In realtà questo magnate della stampa americana si ispirava direttamente a William Randolph Hearst – le smentite di Welles servivano, più che altro, ad allontanare il più possibile le querele – e la parabola umana di questo Americano (il film, in prima battuta, doveva intitolarsi proprio così) dalla culla alla morte, dallo slittino con cui gioca da bimbo alla boccia di vetro che si infrange nel momento del trapasso mentre mormora «Rosebud» (da noi, sigh, “Rosabella”: come rendere incomprensibile uno dei più bei finali della storia del cinema) raccontata in flashback incrociati di più personaggi, come un reportage giornalistico, ma pieno di inquadrature virtuosistiche, di battute memorabili e di soluzioni visive che hanno condizionato tutti gli autori successivi resta uno degli esempi di cinema più esemplari. Ingresso libero.

Quarto potere (Usa, 1941, 120 minuti) di e con Orson Welles e con Everett Sloane, Paul Stewart, Joseph Cotten e Agnes Moorehead
Si narra la vicenda di Charles Foster Kane, magnate dell’editoria. Il film inizia con un flash-back. Kane è morto, si cerca di interpretare la sua incredibile personalità, le sue speranze e le sue azioni. L’uomo è morto pronunciando la parola «Rosebud». Un giornalista si assume l’incarico di venire a capo del mistero andando a parlare con le persone che furono più vicine al magnate. Comincia dal suo più grande amico, Leland, che sostenne Kane fin dall’inizio, quando il grand’uomo sembrava animato da irresistibile spinta di onestà e fu da questi licenziato quando non si schierò dalla sua parte in una vicenda di scarsa importanza. Appare un assistente di Kane, che conosce alcuni fatti, appare la seconda moglie, una cantante con le virgolette, come venne definita per il suo poco talento. Kane tentò anche la via politica, ma venne fermato con un ricatto. Conobbe tutti i grandi uomini del suo tempo. Raccolse in un incredibile castello milioni di cimeli e di cianfrusaglie. Ed ecco la soluzione del mistero: Rosebud era…

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