Paterson di Jarmush inaugura gli Incontri alla fine del mondo

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Si può affermare, a buon titolo, che Jim Jarmusch sia il regista di culto più noto del mondo. Un ossimoro, forse, ma il cineasta di Akron, Ohio riesce a lavorare a Hollywood imprimendo sempre un tocco personalissimo ai suoi lungometraggi, servendosi, al contempo, di star che scalpitano pur di lavorare per lui regalando una grande visibilità a quelli che sono, a tutti gli effetti, film d’arte. Basti pensare al Johnny Depp di Dead man, al Forest Whitaker di Ghost dog o al Bill Murray di Broken flowers. In Italia è amatissimo fin dai tempi di Daunbailò dove ebbe la geniale intuizione di infilare uno stralunatissimo Roberto Benigni in una cella abitata dai musicisti – attori Tom Waits e John Lurie. Dopo la storia vampiresca di Solo gli amanti sopravvivono, prima di Gimme danger, il documentario dedicato agli Stooges, l’abrasiva band fondata da un giovane Iggy Pop, con Paterson ha aggiunto un’ennesima nota poetica alla sua filmografia. Il film è in programma alla Piccola Accademia in via Castellini 7 a Como sabato 14 ottobre, primo titolo di  Incontri alla fine del mondo.

Paterson: Adam Driver e Golshifteh Farahani

Si intitola così, con un omaggio al cinema di Werner Herzog, la terza edizione della rassegna organizzata dal Cineclub Libreria del Cinema (in collaborazione con Oltre Lo Sguardo e TeatroGruppo Popolare), sempre all’insegna del miglior cinema d’autore contemporaneo e dei grandi classici da riscoprire, con l’intervento di esperti di cinema del territorio comasco e non solo. Il programma di quest’anno è dedicato al cinema dei visionari, da Bergman a Buñuel, e presenta per la prima volta un’incursione nel cinema di genere (horror e fantascienza) rivisitato da due grandi talenti del cinema di oggi.

Paterson (Usa, 2016, 113 minuti) di Jim Jarmusch con Adam Driver, Golshifteh Farahani, Kara Hayward, Sterling Jerins e Jared Gilman
Paterson vive a Paterson, New Jersey, con la moglie Laura e il cane Marvin. Ogni giorno guida l’autobus per le vie della città, ogni sera porta fuori il cane e beve una birra nel pub dell’isolato. Mentre la moglie colleziona progetti fantasiosi e fuori portata, e decora ininterrottamente la loro casa, Paterson appunta umilmente le sue poesie su un taccuino, che porta sempre con sé. Nei suoi versi si fondono la passione per William Carlos Williams, nativo di Paterson, Ginsberg, O’Hara, ma anche il suo orizzonte quotidiano. Proprio il dono di uno sguardo poetico sembra essere ciò che lo eleva da una routine di luoghi e azioni uguali a se stesse e sottilmente angoscianti. Ingresso con la tessera del Cinecircolo a 5 euro, valida per tutti i film. Relatori Claudio Pellegatta e Andrea Bettinelli (Cineclub Libreria del Cinema)

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