L’uomo senza fine: il ritorno di Miyazaki al cinema

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Potrebbe essere la trama di un film di Kurosawa, uno dei suoi modelli riconosciuti, pietra di paragone quasi inevitabile per tutta la cinematografia nipponica. Il vecchio maestro è stanco, si sente superato e decide di ritirarsi. A nulla vale il cordoglio dei suoi più stretti collaboratori, ma anche di milioni di persone nel mondo che lo stimano. La decisione è presa. Ma poi succede qualcosa, qualcosa che riaccende una scintilla nell’anziano uomo che trova la spinta per lanciarsi in un’ultima (forse) grande impresa. L’uomo è Hayao Miyazaki, regista, autore, disegnatore, creativo, anche imprenditore, il “Walt Disney giapponese” come lo ha minimizzato qualcuno. Sì, perché, il buon vecchio zio Walt non ha praticamente mai desegnato un singolo personaggio, nemmeno Mickey Mouse. L’emulo del Sol Levante, invece, ci si mostra come un artigiano in Never ending man, il documentario che testimonia il suo ritorno all’animazione. Dopo avere chiuso la carriera con Si alza il vento, un film largamente autobiografico che, per una volta, ha messo da parte l’elemento fantastico persistente in tutte le altre sue produzioni, si è convinto a cimentarsi con le nuove tecnologie, con la tridimensionalità, con la cgi (e noi che accusavamo i giapponesi di “fare tutto con il computer” già dai tempi di Goldrake…) e sta per realizzare un nuovo lungometraggio. Questo percorso è diventato un film a sé stante, nelle sale solo per un giorno, martedì 14 novembre.

Never ending man: Hayao Miyazaki (Giappone, 2016, 75 minuti), documentarido di Kaku Arakawa
Nausicaä della Valle del vento, Il mio vicino Totoro, La città incantata, Il castello errante di Howl, solo per citarne alcuni, sono alcuni dei capolavori diretti da Miyazaki che, nel settembre del 2013, annunciò improvvisamente il suo ritiro dal mondo del cinema. Nonostante questa decisione, Miyazaki non poté trattenere il suo inarrestabile desiderio per la creazione e decise quindi di esplorare nuove forme espressive e nuove tecnologie. È stato così che un regista della tv giapponese Nhk che, lo aveva seguito per oltre dieci anni, ha potuto documentare passo dopo passo il riavvicinamento del maestro al mondo dell’animazione, stavolta col supporto di giovani animatori di cgi. Ma non è stato facile: Miyazaki, da sempre amante del disegno a mano libera, ha incontrato diversi ostacoli e si è confrontato con computer graphic e animazione in cgi. Un approccio intimo e delicato per un documentario che ritrae lo Studio Ghibli e Miyazaki all’età di 70 anni, nel tentativo di ritornare – ancora una volta – alla ribalta.

Uci Cinemas, via Leopardi 1, Montano Lucino ore 18 e ore 21, biglietti a 11 euro
Cinelandia di Camerlata, piazza Fisaac 1, ore 18.30 e ore 20.30, biglietti a 10 euro

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