L’ordine delle cose per Essai

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Andrea Segre è uno dei cineasti più interessanti dell’ultima generazione. Originario di Dolo, ha conseguito il dottorato di ricerca in Sociologia della Comunicazione all’Università di Bologna, dove ha insegnato fino al 2010 come «esperto di analisi etnografica della produzione video e di pratiche e teorie di comunicazione sociale, in particolare nell’ambito della solidarietà internazionale». Non è un caso, quindi, se il suo primo documentario, realizzato nel 1998, guarda a un’etnia parteicolare come quella rom: Lo sterminio dei popoli zingari. Ha esordito nella fiction nel 2011 con Io sono Li (Premio Lux del Parlamento Europeo) mentre La prima neve ha vinto il Gran Prix del Festival di Annecy. Il suo nuovo film è L’ordine delle cose, presentato all’ultima Mostra di Venezia tra le Proiezioni speciali e proposto dall’Uci Cinemas di Montano Lucino alle 18 e alle 21 del 20 novembre per la rassegna Essai.

L’ordine delle cose (Italia / Francia / Tunisia, 2017, 112 minuti) di Andrea Segre con Paolo Pierobon, Giuseppe Battiston, Valentina Carnelutti, Olivier Rabourdin e Fabrizio Ferracane

Corrado è un alto funzionario del Ministero degli Interni con una specializzazione in missioni internazionali legate al tema dell’immigrazione irregolare. Viene scelto per un compito non facile: trovare in Libia degli accordi che portino progressivamente a una diminuzione sostanziale degli sbarchi sulle coste italiane. Le trattative non sono facili perché i contrasti all’interno della realtà libica post Gheddafi sono molto forti e le forze in campo avverse con cui trattare molteplici. C’è però una regola precisa da rispettare: mai entrare in contatto diretto con uno dei migranti.

Biglietti a 5 euro

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