Logan, l’ultimo atto di un grande eroe

0 1070

Ci sono personaggi che vivono nel nostro immaginario collettivo, individui fantastici appartenenti a fantasie e mondi irreali. In loro spesso ci si rispecchia per diverse attitudini e vicissitudini: è come lasciarsi coinvolgere personalmente nelle avventure che vivono attraverso diverse forme d’arte e di espressione. È il caso di un cinecomic che io amo e apprezzo da quasi vent’anni, portandomi alla recensione che sono onorato di scrivere e accompagnando quello che è uno dei momenti più emozionanti che riguardano l’epopea e l’evoluzione di un personaggio: la conclusione, il gran finale.

L’attore australiano Hugh Jackman interpreta per l’ultima volta Wolverine

Hugh Jackman inizia la sua carriera come attore interpretando il mutante più famoso e carismatico della casa editrice per eccellenza, la Marvel Comics, che sforna nel 1974 tra le pagine del mensile dedicato all’incredibile Hulk l’icona che rivoluzionerà il concetto dell’antieroe dell’età moderna dei fumetti americani: stiamo parlando, naturalmente, di Wolverine, conosciuto anche come Logan, nomignolo che lui stesso si scelse non ricordando niente del suo passato, prima di riacquistare la memoria e la sua verà identità ovvero quella di James Howlett.

Il film Logan si ispira liberamente alla graphic novel Old man Logan – conosciuta in Italia con il nome Vecchio Logan – di Mark Millar e Steve McNiven. È il sequel di X-Men le origini – Wolverine (2009) e di Wolverine – L’immortale (2013), nonché la decima pellicola di film sugli X-Men, ma per chi si aspetta un’adattamento del fumetto su pellicola rimarrà deluso perché non è assolutamente cosi. Ci sono diversi motivi, come, ad esempio, la detenzione di solo alcuni dei diritti cinematografici sui personaggi  da parte della Fox nei confronti della Marvel, ma soprattutto perché, ricordo ancora a tutti, la continuity dell’universo cinematografico non è corrispondente alla controparte cartacea, e per alcuni casi direi che è meglio mantenere il distacco.

Dafnee Keen la piccola e taletuosa debuttante che interpreta Laura, una ragazzina molto speciale

Logan rappresenta per Jackman il punto di conclusione dopo 17 anni di interpretazione dello stesso personaggio che, per l’appunto, gli ha dato la possibilità di diventare famoso e costruirsi una carriera nell’olimpo dei fortunati attori che riescono a emergere come stelle di Hollywood, a partire dalla sua apparizione in X-Men di Bryan Singer, del 2000, fino alla conclusione di questa epica trilogia dedicata a all’artigliato canadese.

Entrando nello specifico di questo film troviamo in cabina di regia James Mangold che aveva diretto anche il capitolo precedente. Ritroviamo anche una vecchia e carismatica conoscenza: il professor Charlex Xavier, la versione originale della prima trilogia classica, interpretato dal bravissimo e esperto Patrick Stewart. Siamo nel 2029 i mutanti sono stati quasi tutti decimati e Logan è uno degli ultimi della sua specie, ma è invecchiato, malato e i suoi poteri lo stanno abbandonando compromettendo per l’appunto la funzione del suo fattore di guarigione alterato dalla presenza dello scheletro di adamantio trapiantato nel suo corpo.

L’immagine icona degli X-Men originali: il professor Charles Xavier interpretata dal sempre superbo Patrick Stewart

La storia ruoterà attorno all’apparizione, dopo diversi anni, di un nuovo mutante che sconvolgerà i piani e la vita del protagonista mettendolo con le spalle al muro costretto a prendere una decisione drastica e sofferta, ma anche la più onorevole e corretta. Le verità sconcertanti che Logan dovrà affrontare condurranno lungo un viaggio tortuoso e rischioso ma che gli darà la possibilità di poter riapprezzare dei valori da tempo dimenticati come l’amore , l’amicizia e dei sentimenti che ripoteranno Wolverine a ripensare a tutto quello che è accaduto nel corso della sua vita, in questa avventura uno degli scopi principali sarà la salvaguardia e la protezione della piccola Laura che custodisce un segreto importante dagli incredibili risvolti.

Il film non è, come credevano in tanti, ambientato in un mondo postatomico: sicuramente siamo in un futuro molto confusionario, ma non avremo a che vedere con un qualcosa di simile a Mad Max tanto per intenderci. Il tutto è molto concentrato sui personaggi principali del film e i loro stati d’animo, caratterizzati a perfezione dagli attori a partire dai due veterani Hugh e Patrick, ma anche dalla debuttante Dafne Keen che interpreta il ruolo della piccola Laura, carismatica e aggressiva ma soprattutto capace di emozionare tantissimo in alcuni punti chiave del film.

Il film porta il rating vietato ai minori di 14 anni e devo dire che è tutto molto giustificato considerando la presenza di scene veramente violentissime e di inaudita e cruenta crudeltà. Direi che il tutto è contestualizzato e giustificato per il tipo di film che si vuole raccontare e dalla conseguenza di alcuni avvenimenti che accadranno nella storia. Il fine giustifica i mezzi, insomma.

Ho aspettato tanto questo film, ho aspettato con trepidante attesa quest’ultimo atto sapendo già con molto anticipò che sarebbe stata la parte conclusiva di una saga che ha cambiato e rivoluzionato il concetto di cinecomic per la sua profondità e complessità, per una storia che riguarda i personaggi e la loro evoluzione nel corso degli anni, fino ad arrivare al capitolo finale che non è mai cosi scontato soprattutto se si parla di strategia commerciale. E il tempo passa per tutti, anche per il nostro Hugh Jackman che, con dispiacere, decide di salutare definitivamente il ruolo che meglio di tutti lo ha consacrato proprio per una questione di età e per un impegno e uno sforzo fisico troppo notevole per i suoi 50 anni, portati fin troppo bene.

Ho apprezzato molto Logan, i colori e la fotografia, il montaggio molto fluido e ben equilibrato se non per qualche perdita di contenuto nella parte finale, ma che nel contesto non fa stonare il film. Ho avuto la sensazione di dovermi trattenere dal non versare qualche lacrima durante i titoli di coda ripensando a quando vidi per la prima volta Wolverine prendere vita al cinema, e dopo questi anni salutarlo. Perché spesso in queste avventure ci sono dei salti cronologici pazzeschi che ti spingono a pensare a quante cose sono successe nella tua vita da qui a quasi diciotto anni di distanza, e ti rivedi in certi personaggi che, in parte, ti hanno accompagnato, anche se non esistono, anche se fanno parte di una realtà immaginaria: loro sono lì che continuano a vivere come se appartenessero a una dimensione parallela.

Mi piace pensare, per ovvii motivi (che non ha bisogno di spiegazioni soprattutto per chi, come me, apprezza questo genere) che Wolverine un giorno tornerà e ci saranno altri attori pronti a prendere i suoi panni, ma nessuno nel mio cuore sarà mai cosi abbastanza bravo e carismatico come quel giovane talento australiano che mi ha fatto ancora tornare bambino per un ultima volta e continuare a sognare come quel lontano ottobre del 2000 quando uscì il primo film di X-Men, come se il tempo si fosse fermato o fosse andato avanti solo in parte. Jackman saluta così Logan e lo salutiamo anche noi, onorandolo con un ultimo film che fa riflettere sui buoni, vecchi, cari principi e non fa mai male, ogni tanto, fermarsi e farsi trasportare in questa realtà parallela dove Wolverine non invecchia mai e continuerà per sempre a vivere le sue fantastiche avventure.

Dove vederlo

Cinelandia Como alle 17.20, 20 e 22.35
UCI Cinemas, Montano Lucino alle 17.15, 19.50, 21 e 22.35
Lux, Cantù alle 21

Lascia un commento